Una partita sporca, difficile da leggere e da giocare, decisa (14-32, 1-4 il conto delle mete) dalla sapienza rugbistica dei campioni del mondo che sanno come far girare il vento dalla loro parte quando il gioco si spezzetta in mille, imprevedibili, rivoli. Nello Stadium che un giorno l’anno dimentica la sua vocazione bianconera per spalancare le proprie porte al popolo ovale, il Sudafrica dimostra una volta in più come vincere due coppe del mondo di fila non sia una semplice operazione del destino, perché dopo appena 10 minuti si ritrova impelagato nella melma di una partita in cui l’Italrugby si sente addosso l’argento vivo conquistato nel pomeriggio trionfale di Udine, soffre, paga il cartellino rosso diretto a Franco Mostert che il fischietto neozelandese Doleman e il tmo francese Trainini confezionano con quell’eccesso di severità che inizia a essere occasione di dibattito nel rugby moderno.
Menoncello, qui placcato da Esterhuizen (a sinistra) e Grant Williams, raramente è riuscito a bucare la difesa sudafricana (foto Stefano Delfrate)
Sudafrica in inferiorità come una settimana prima a Parigi, la partita potrebbe girare, l’Italia in avvio ha possesso, è precisa, lucida nelle scelte, disciplinata, in difficoltà con la contraerea quando deve fronteggiare il gioco al piede della premiata ditta Van den Berg – Pollard, efficace nella conquista di territorio. Paolo Garbisi non è in giornata di grazia, Udine è un ricordo lontano e sparacchia fuori due calci piazzati non impossibili. Intanto Rassie Erasmus si infila nelle pieghe della partita a modo suo, cambia l’ordine dei fattori, sposta pedine, mette dentro piloni di rincorsa e li fa uscire al rallentatore, usa Esterhuizen nel doppio ruolo di centro e terza linea, tanto per confondere un po’ le idee agli azzurri. In questa sarabanda geniale e a volte indisponente le gazzelle zampettano a meraviglia e per prime muovono il punteggio con Pollard dalla piazzola dopo che inspiegabilmente l’arbitro gli aveva negato la convalida di un sacrosanto drop. Garbisi risponde con la stessa moneta premiando un impatto travolgente della sua prima linea in mischia chiusa, prima della leggerezza rimasta sullo stomaco a Quesada: l’Italia ha una mischia in difesa sui 5 metri, il tempo è’ scaduto, basta gestirla e andare al riposo per riordinare le idee. Invece succede il disastro, calcio libero per il Sudafrica, azione veloce, pick’n go a go go e Van Staden che abbassa testa e spalle per sconfinare sotto ai pali. Si gira in svantaggio (10-3).
La meta di Capuozzo ha illuso sulle possibilità di rimonta dell’Italia (foto Delfrate)
Nella ripresa Garbisi mette subito due piazzati e porta i suoi a un’incollatura con Van Staden che va fuori 10 minuti per un intervento irregolare a terra. Con 2 uomini in più e un punto da recuperare la partita potrebbe girare, ma quello è’ il Sudafrica che sa come navigare in acque agitate. Pollard riallunga dal tee, Lorenzo Cannone va a scontare 10 minuti in punizione per un contatto con la testa di Qwagga Smith che è parso inevitabile, Van den Berg (tra i migliori in campo) segna la meta che potrebbe chiudere i conti, Capuozzo quella che potrebbe riaprirli al termine di uno splendido gioco di spazi e angoli di corsa orchestrato con Garbisi. Lo Stadium esulta, ma quello è ancora il Sudafrica. I nuovi entrati (Libbok, Williams, Smith, Nortje, Snyman) sono una truppa di cacciatori spietata, l’aggressione è totale, l’Italia non ha il tempo di mettere in fila le idee. Prima Grant Williams chiude un contrattacco avviato da Moody, poi Hooker finalizza una delizia di calcio passaggio esibita da Libbok. Fine dei giochi, la differenza ancora c’è. E si vede.
Italia v Sudafrica 14-32 (primo tempo 3-10)
Italia: Capuozzo; Lynagh, Brex (cap), Menoncello, Ioane (65’ Allan); P. Garbisi, Varney (65’ Page-Relo); L. Cannone, Zuliani (54’ Favretto), Vintcent; Zambonin (49’ Ruzza), N. Cannone (73’ Odiase); Riccioni (48’ Ferrari), Nicotera (57’ Di Bartolomeo), Fischetti (68’ Spagnolo). all. Quesada
Sudafrica: Willemse; E. van der Merwe (26’ Esterhuizen), Moodie, Hooker, Arendse (41’ van der Merwe E.); Pollard (68’ Libbok), van den Berg (65’ Williams); van Staden, Dixon (13’Nortje), Kolisi (44′ Snyman); Mostert, Kleyn (52′ Smith); Porthen (19’ pt. Louw), Grobbelaar, Venter (23’-34’; 40′ Steenekamp). all. Erasmus
arb. Doleman (Nuova Zelanda)
Marcatori: 33’ cp. Pollard; 37’ cp. P. Garbisi; 40’ meta Van Staden tr. Pollard; s.t. 43’ cp. P. Garbisi; 52’ cp. P. Garbisi; 54’ cp. Pollard; 60’ meta Van den Berg tr. Pollard; 64’ meta Capuozzo; 72’ meta Williams tr. Libbok; 79’ meta Hooker.
Calciatori: Pollard (Sudafrica) 4/4; Garbisi (Italia) 3/6; Libbok (Sudafrica) 1/2
Cartellini: 11’ rosso Mostert; 52’ giallo van Staden: 56’ giallo L. Cannone.
Player of the Match: Willemse (Sudafrica)
Note: temperatura mite, giornata piovosa, campo in ottime condizioni. 32.103 spettatori
Nella foto del titolo (Stefano Delfrate) una carica di Jean Kleyn del Sudafrica attaccato da Ross Vintcent e Niccolò Cannone ( a destra)
