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Adige Cup, Derby d’Italia, Rossoblu contro Neri, Padova contro Rovigo, Bersaglieri contro Petrarca. Si può chiamarla come si vuole ma oggi la sfida valeva l’accesso alla finale scudetto contro Viadana il 2 giugno a Parma. I neri non vincevano al Battaglini dai tempi del Covid (dicembre 2020, 12-18) ma la partita è stata incerta fino all’ultimo secondo. Decisivi gli errori di Dogliani in piazzola

Per Matteo Ferro, capitano rossoblu, si trattava della 200a presenza con la maglia dei padroni di casa, tra cui quelle decisive per tre titoli italiani e una Coppa Italia. Per Andrea Marcato, dopo due scudetti, poteva essere l’ultima sulla panchina dei padovani. Vedendo come è partito il suo XV era desideroso di giocarne almeno una di più. Infatti la prima visita in zona rossa per gli ospiti è dopo poco più di un minuto con un calcetto di Tebaldi il cui rimbalzo favorisce i neri ma, dopo diverse fasi in cui la difesa dei Bersaglieri da prova di aggressività, un altro chip del mediano di mischia regala la palla all’omologo – nonché ex di giornata Alberto Chillon – per il più facile dei mark. È un’azione che spiega bene l’avvio della seconda semifinale: la squadra di Marcato avrà molto possesso ma non sempre le idee su cosa fare dell’ovale, di contro i Lodi boys non avranno problemi a mettersi in trincea a difendere, tanto da ricalciare qualsiasi palla si ritrovino in mano. Purtroppo lo fa anche Sperandio nella peggiore delle situazioni: colui che ricordavamo brillante all’ala in maglia Benetton legge male una situazione delicata a pochi metri dalla propria meta e sbaglia centrando Trotta. A quel punto schiacciare per Mattia Bellini è fin troppo facile. Con Lyle che porta i suoi sul 7-0, la partita cambia dal punto di vista psicologico con i padovani che approfittano del buon momento e spingono mentre Rovigo non riesce a dissimulare la difficoltà e si ritrova a difendere in zona rossa. La facilità con cui il Petrarca trova lo spazio al largo per la marcatura di Scagnolari spaventa il Battaglini che diminuisce i decibel. Anche perché Scott Lyle fa 2 su 2 e così, dopo il primo quarto di gara, il doppio break è realtà: 0-14.

Battaglia tra le mischie sotto gli occhi dell’arbitro Piardi

La scelta di far arbitrare il 179° derby d’Italia ad Andrea Piardi – attualmente il miglior arbitro italiano – è sicuramente felice. I fischi del pubblico sono mitigati dal pedigree del direttore di gara e i fischi in campo da una costruttiva comunicazione con i protagonisti. Il risultato è un solo calcio di punizione e tre mischie nella prima mezz’ora. E se non stupisce il metro di Piardi, è una sorpresa vedere Rovigo non entrare mai in zona rossa. Ma basta un’accelerazione di Facundo Ferrario per muovere il tabellino: l’ex Cafeteros Pro si ricorda di aver giocato 9 e dopo aver alzato la palla per i suoi avanti da una ruck, fa finta di andare in sostegno nel raggruppamento successivo. I neri, fino a quel momento impeccabili al placcaggio, sempre capaci di raddoppiare, erano già scappati nell’ampiezza e così, nel più classico dei pick and go centrali, trova il break con grande intuito. Ma nei successivi trenta metri che lo separano dalla meta sono le gambe e la garra a consentirgli di battere i quattro avversari. 7-14 e partita riaperta.

La prima delle due mete di Diederich Ferrario

Che fosse cambiato tutto non si era ancora certi, perché Padova con il piede di Tebaldi – tra i migliori dei suoi – si riportava subito in attacco. L’azione alla mano era però imprecisa e i Bersaglieri, finalmente sostenuti dalla fanfara, risalivano il campo trovando una piattaforma di gioco sui dieci metri simile a una touche. I due pod di avanti si schierano, una percussione, palla veloce e stavolta gli avanti schermano solo l’arrivo di Ferrario che nota la scelta errata di Trotta nella salita e l’indecisione del secondo centro De Masi: il corridoio è allettante, l’argentino fa doppietta in bandierina e Dogliani completa l’opera. 14-14 e parità ristabilita dopo i primi 40 minuti.

I Bersaglieri aggrediscono subito il Petrarca in avvio di secondo tempo: arrivano a un passo dalla meta con due cariche in rapida successione di Casado Sandri e Leccioli ma né Piardi né il TMO optano per il grounding, poi le cariche dei rossoblù costringono a un fallo la difesa della squadra ospite e Dogliani porta avanti i suoi 17-14 per la prima volta nel match.
Una partita fin qui molto corretta e dal tempo effettivo di gioco molto alto, inizia a rallentare. Qualche errore di handling, lanci in touche storti e il nervosismo – Piardi rivede al TMO una piccola rissa in cui Diego Galetto rischia il cartellino – rendono meno gradevole lo spettacolo. Rovigo potrebbe avvantaggiarsene ma Dogliani manca il +6 da posizione centrale.

Gli allenatori cambiano molto (Lodi inserisce Cadorini per un applauditissimo Ferro, Zottola per Casado Sandri, mentre Marcato fa entrare Citton per il cileno Fernandez, tenendo Tebaldi nei trequarti) ma le forze fresche premiano Petrarca: prima con una lunga serie di pick and go arriva a un passo dalla meta, poi da una mischia trova l’imbucata De Masi. Così, all’ingresso dell’ultimo quarto di gara, ospiti di nuovo in vantaggio 17-21.

La partita, complice la stanchezza, cambia a livello tattico con le due squadre più attive al piede e i primi giocatori a terra per crampi. Bazan Velez prende il posto di Chillon a nove mentre Nostran lascia spazio a Vunisa. Petrarca sembra in controllo ma Rovigo ha i giocatori in grado di cambiare il match. Leccioli entra per Quaglio prima di una touche sui cinque metri: la maul parte benissimo ed è inarrestabile, Cadorini schiaccia ma Dogliani – ancora! – non centra i pali. A 12’ dal termine un solo punto separa le due squadre: 22-21.

Ma in pochi minuti cambia di nuovo tutto: al 75’ decisa superiorità in mischia del Petrarca sotto i pali del Rovigo che si traduce in tre punti di Scott Lyle – anche oggi precisissimo al piede -: 24-22 per il XV di Marcato.

Gli ultimi 180 secondi si giocano nella metà campo degli ospiti con Uncini che trova un gran break ma viene portato fuori. Dalla rimessa laterale Trotta perde la palla in avanti e Rovigo ha l’ultimo possesso della partita da mischia. Si gioca in trincea e con il tempo rosso ormai rosso Rovigo avanza nei 22. Dogliani è pronto al drop ma i Bersaglieri preferiscono insistere con l’avanzamento centimetro dopo centimetro. Si arriva fino all’85’ e quando si aspetta solo la percussione decisiva – i pick and go sono stati oltre 20, pazzesco – Rovigo prima va corto con Lastra Masotti e, poi, sulla trasmissione dell’ovale di Lubian, l’ovale cade. Lyle può calciare fuori l’ultima palla di un bellissimo derby. La finale sarà Petrarca-Viadana.

Scott Lyle ancora una volta implacabile dalla piazzola

Sabato a Viadana, padroni di casa costretti a rincorrere fino al 67’ quando una meta di Ciardullo trasformata da Roger Farias ha consentito ai mantovani di riprendere il comando delle operazioni, dopo aver chiuso il primo tempo in svantaggio 6-13.

Nella ripresa, a cavallo dell’ora di gioco, una meta di Sauze e una punizione di Ledesma hanno portato il risultato sull’11-16, prima che Ciardullo, a 13’ dalla fine chiudesse il match con il sigillo definitivo della trasformazione di Farias.

Sul fischio finale, il drop di Ledesma ha fatto tremare le tribune dello Zaffanella, ma la palla è uscita di un soffio regalando al Viadana il ritorno in finale dopo 14 anni.

Tutte le foto sono di Stefano Delfrate 

Rovigo, Stadio “M. Battaglini” – domenica 12 maggio

Rugby Rovigo Delta v Petrarca Padova 22-24 (primo tempo 14-14)

FEMI-CZ Rovigo: Sperandio; Vaccari (65’ Lertora), Diederich Ferrario, Uncini, Sarto; Dogliani, Chillon (57’ Bazan Vélez); Casado Sandri (65’ Cosi), Sironi (68’ Casado Sandri), Meggiato (71’ Lubian), Ferro (cap.) (54’ Zottola), Steolo; Swanepoel (62’ Lastra Masotti), Giulian (54’ Cadorini), Leccioli (62’ Quaglio).
all. Lodi
Petrarca Rugby: Lyle; Scagnolari (75’ De Sanctis), De Masi, Broggin, Bellini; Fernandez (54’ Citton), Tebaldi; Trotta (cap.), Nostran (62’ Vunisa), Casolari (47’ Romanini); Ghigo (54’ Michieletto), Galetto; Hughes (47’ Montilla T.), Luus (47’ Bizzotto), Borean (56’ Brugnara).

Arbitro: Andrea Piardi (Brescia)

Marcatori:  9’ meta Bellini tr. Lyle, 17’ meta Scagnolari tr. Lyle, 30’ meta Diederich Ferrario tr. Dogliani, 36’ m. Diederich Ferrario tr. Dogliani; secondo tempo 47’ cp Dogliani, 58’ meta De Masi tr. Lyle, 67’ meta Cadorini, 76’ co Lyle (22-24)

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Viadana, Stadio “L.  Zaffanella” – Sabato 11 maggio

Rugby Viadana 1970 v Valorugby Emilia 18-16 (primo tempo 6-13)

Rugby Viadana 1970: Sauze (59’ Ciardullo), Bronzini, Morosini, Jannelli, Ciofani, Roger, Baronio, Ruiz, Wagenpfeil (49’ Boschetti), Locatelli, Lavorenti (56’ Catalano), Schinchirimini, Mignucci (59’ Oubina), Luccardi (54’ Denti), Mistretta (49’ Fiorentini). All. Gilberto Pavan

Valorugby Emilia: Farolini, Lazzarin (20’ Mastandrea), Resino, Bertaccini (70’ Tavuyara), Colombo, Ledesma, Renton (65’ Schiabel), Amenta (48’ Cenedese), Sbrocco, Paolucci, Du Preez (65’ Gerosa), Dell’Acqua, Favre (59’ Mattioli), Silva (44’ Mariniello), Diaz (59’ Rimpelli). All. Marcello Violi, David Fonzi

Arbitra. Clara Munarini (Parma)

Marcatori: 7’ meta Sbrocco tr. Ledesma, 16’ cp Ledesma, 18’ cp Roger Farias (3-10), 21’ cp Ledesma (3-13), 25’ c.p. Roger Farias; secondo tempo 58’ meta Sauze, 64’ cp Ledesma, 67’ meta Ciardullo tr. Roger Farias.

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