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Una partenza all’insegna del (relativo) equilibrio

Un incontro, quello di Cardiff, sempre in bilico e conclusosi a favore della Scozia con il minimo scarto; un altro, quello di Le Mans tra Francia e Irlanda, finito con una vittoria certo netta delle transalpine, ma con uno scarto limitato a 21 punti rispetto ai 39 con cui in media si erano conclusi i precedenti quattro incontri. Almeno da questo punto di vista, l’inizio del Sei Nazioni femminile dovrebbe aver soddisfatto le speranze di chi auspicava un maggiore equilibrio nel torneo. Va detto però che a questo ha contribuito una certa ruggine delle varie formazioni (con la possibile parziale eccezione dell’Irlanda), che hanno faticato ad eseguire anche alcune delle loro tattiche più consolidate. La principale vittima è stata la rimessa laterale: nonostante fossero in campo squadre che ne hanno recentemente fatto, chi più chi meno, un punto di forza, entrambi i primi tempi sono stati da questo punto di vista problematici. L’Irlanda ha vinto solo cinque delle nove touches su proprio lancio; la Francia ha fatto meglio (solo due formalmente perse su 17), ma i lanci imprecisi della tallonatrice Sochat, anche se magari ricuperati, sono stati certamente più numerosi. Il funzionamento inadeguato di questa fase di gioco spiega largamente il modesto vantaggio con cui la Francia ha chiuso un primo tempo giocato con ampio controllo di possesso e territorio. Non hanno aiutato neanche i numerosi errori di gestualità (alla fine 34, contro i 16 irlandesi) commessi dalle francesi nel tentativo di attuare una strategia di attacco basata sull’offload e il continuo riciclo del pallone. Dal canto suo l’Irlanda si è difesa con grande (ma ordinato) accanimento, cercando di tenere le francesi più lontano dalla propria zona rossa grazie ad un gioco al piede di discreta efficacia. Non ha però costruito molto in attacco al di là delle due mete: la seconda delle quali, va detto, è risultata da un azzardato (e malissimo eseguito) tentativo di contrattacco francese praticamente dalla propria linea di meta.

Lisa Thompson cerca di liberarsi del placcaggio di Keira Bevan (foto SRU)

Problemi in touche anche a Cardiff, dove forse anche per la forza del vento le due formazioni hanno stentato a trovare un assetto in quella fase di gioco. Particolarmente marcate le difficoltà della Scozia che ne ha perse ben quattro su 15, ed anche per questo non è riuscita a tradurre in ulteriori punti la relativa supremazia avuta nella fase centrale del primo tempo. Tra le indicazioni positive per le scozzesi, oltre alla vena offensiva dell’ala Grant, meritata Player of the match, va segnalata la buona tenuta in mischia chiusa contro un pacchetto fisicamente imponente. Non altrettanto raccomandabile la gestione tattica della gara: nel secondo tempo la ricerca della terza meta – che avrebbe effettivamente chiuso i conti – ha portato a rinunciare a varie opportunità di andare per i pali. Una scelta che sarebbe potuta costare la vittoria, non avesse l’apertura gallese George mancato la non complessa trasformazione della meta di Callender al 79’. Comunque sia, il successo della Scozia (il primo a Cardiff in un ventennio) rende molto più aperta la lotta per il terzo posto nel torneo, e quindi per la qualificazione diretta al mondiale 2025. Vedremo se le Azzurre sapranno approfittarne. Per il momento sembra invece che nessuna delle celtiche abbia tratto profitto dal fatto di schierare atlete di recente impegnate con il Seven: con l’eccezione della scozzese Thomson, le altre star di quella specialità (le irlandesi Higgins e Parsons, la gallese Joyce e l’altra scozzese Lloyd) sono apparse alquanto impacciate, a riprova ulteriore che la transizione tra i due stili di gioco non è sempre lineare.

Nella foto di apertura, Aoife Wafer in meta contro l’Irlanda (Credit ©INPHO/Ben Brady)

Francia-Irlanda 38-17 (17-3)

Mete: Bourdon, Marine Menager, Fall, Sochat, Riffonneau (FRA); Waffer, Dalton (IRL)

Trasformazioni: Queyroi 4, Bourgeois (FRA); O’Brien 2 (IRL)

Calci di punizione: Queyroi (FRA); Fowley (IRL)

Francia: 15 Émilie Boulard; 14 Kelly Arbey; 13 Nassira Konde, 12 Gabrielle Vernier, 11 Marine Ménager (44’ 23 Morgane Bourgeois); 10 Lina Queyroi (72’ 22 Lina Tuy), 9 Pauline Bourdon Sansus (60’ 21 Alexandra Chambon); 1 Annaëlle Deshaye (56’ 17 Ambre Mwayembe), 2 Agathe Sochat (65’ 16 Elisa Riffonneau), 3 Assia Khalfaoui (65’ 18 Clara Joyeux); 4 Manaé Feleu (capitana, 67’ 19 Kiara Zago), 5 Madoussou Fall (51’ 20 Emeline Gros); 6 Charlotte Escudero, 7 Gaëlle Hermet, 8 Romane Ménager.

Irlanda: 15 Lauren Delany; 14 Katie Corrigan (66’ 23 Méabh Deely), 13 Eve Higgins,, 12 Aoife Dalton,; 11 Béibhinn Parsons; 10 Nicole Fowley (41’ 22 Dannah O’Brien), 9 Aoibheann Reilly (62’ 21 Molly Scuffil-McCabe); 1 Linda Djougang (76’ 17 Niamh O’Dowd), 2 Neve Jones, 3 Christy Haney (62’ 18 Sadhbh McGrath); 4 Dorothy Wall (55’ 19 Fiona Tuite), 5 Hannah O’Connor; 6 Aoife Waffer(76’ 16 Sarah Delaney) , 7 Edel McMahon (capitana, 50’ 20 Grace Moore), 8 Brittany Hogan .

Arbitra: Kat Roche (USAR)

 

Galles-Scozia 18-20 (6-10)

Mete: Tuipulotu, Callender (GAL); Grant, Lloyd (SCO)

Trasformazioni: Bevan (GAL); Nelson 2 (SCO)

Calci di punizione: Bevan 2 (GAL); Nelson 2 (SCO)

Galles: 15 Jenny Hesketh; 14 Jasmine Joyce, 13 Hannah Jones (capitana), 12 Kerin Lake, 11 Nel Metcalfe (54’ 23 Carys Cox); 10 Lleucu George, 9 Keira Bevan (74’ 21 Sian Jones); 1 Gwenllian Pyrs, 2 Kelsey Jones (66’ 16 Carys Phillips), 3 Sisilia Tuipulotu (66’ 18 Donna Rose); 4 Natalia John (41’ 19 Georgia Evans), 5 Abbie Fleming; 6 Alisha Butchers (61’ 20 Kate Williams), 7 Alex Callender, 8 Bethan Lewis.

Scozia 15 Meryl Smith (75’ 23 Chloe Rollie); 14 Rhona Lloyd, 13 Emma Orr, 12 Lisa Thomson; 11 Coreen Grant; 10 Helen Nelson, 9 Caity Mattinson; 1 Leah Bartlett (74’ 17 Molly Wright), 2 Lana Skeldon (61’ 16 Elis Martin), 3 Christine Belisle (60’ 18 Elliann Clarke); 4 Emma Wassell, 5 Sarah Bonar (68’ 19 Louise McMillan); 6 Rachel Malcolm (capitana), 7 Alex Stewart, 8 Evie Gallagher.

Arbitra: Clara Munarini (FIR)

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