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Si era molto parlato, nelle settimane passate, delle novità in preparazione nel gioco offensivo dell’Italia. In attesa che i meccanismi si affinino ulteriormente, la prima e grande innovazione offensiva dell’Italia ricorda molto la “semplicità che è difficile a farsi” di cui parlava Bertolt Brecht. Lui aveva in mente il comunismo, qui si intende, più prosaicamente (e più saggiamente, molti aggiungeranno), il controllo di palla. Contro il Giappone l’Italia limita al minimo gli errori di gestione, e sulla capacità di mantenere un possesso rapido ed efficace costruisce una vittoria di grande consistenza, 55 a 21. Reagisce con calma al momentaneo sorpasso avversario dopo che due mete nei primi 10 minuti avevano dato la sensazione di una passeggiata, limitando i falli su cui le nipponiche avevano costruito le loro chances, e prendendo  con autorità il controllo del breakdown. Nove le mete azzurre contro le tre giapponesi, tra cui spiccano le prime marcature di Frangipani e Tonellotto, e la ventunesima della neo-capitana Ostuni Minuzzi che la porta a superare Manuela Furlan con cui condivideva sino a oggi il record di mete segnate in azzurro.

La capitana Ostuni-Minuzzi 

L’inizio non lascia spazio alla possibilità che la disabitudine al ritmo di gara possa complicare un incontro in cui si parte da oggettive favorite. L’Italia si porta immediatamente nei 22 avversari. Ne uscirà soltanto tre minuti dopo, quando dopo numerose fasi e ottima ritenzione di palla un calcio-passaggio ben calibrato permette a Muzzo di marcare al largo. D’Incà manca la non facile trasformazione. Non sbaglia invece il centro di Blagnac poco dopo, quando Mannini e Granzotto combinano bene sul lato destro creando le basi per un’ultima fase che libera Frangipani vicino ai pali. Il Giappone tenta di reagire e al 10’ usa una punizione per entrare per la prima volta nei 22 italiani. La rolling maul è molto ben impostata e nonostante venga stoppata sulla linea, crea le condizioni perché la terza linea Asari vada oltre. Precisa la trasformazione dell’estremo Nishi, e partita riaperta. Lo stesso scenario si ripete poco dopo, questa volta a seguito di una salita in fuori gioco della linea dei trequarti italiana. Il drive giapponese si conferma eccellente, così come il piede di Nishi, e il Giappone passa davanti. L’Italia avrebbe l’occasione del controsorpasso quando un calcio a seguire di Ostuni, involatasi sul lato sinistro, procura una punizione sotto i pali.  La decisione di giocare alla mano invece di andare per i pali non porta frutti. E’ invece assai fruttuosa, al 23’, una decisione in apparenza scriteriata di Sara Mannini, che nei suoi 22 e con forte pressione in arrivo decide di contrattaccare invece di liberare al piede. Muzzo, Stefan e D’Incà danno una mano e quest’ultima conclude il coast-to-coast sotto i pali. Questa volta è Granzotto a trasformare. Chi di driving maul ferisce di driving maul perisce, e al 28’ è Vittoria Vecchini a marcare la sua ennesima meta da penaltouche (questa volta with a little help from Alessia Pilani, che ha sostituito al 22’ l’infortunata Vittoria Zanette). Una serie di lanci imprecisi in touche frena nel finale del tempo l’azione italiana, e un in avanti sotto i pali giapponesi permette alle nipponiche di andare al riposo senza ulteriori danni.

La ripresa inizia sulla stessa falsariga del primo tempo: l’Italia esercita un’ordinata pressione, controlla il breakdown e usa bene le rimesse laterali. L’attacco originato da una touche a cinque metri permette a Vittoria Ostuni Minuzzi di celebrare il suo cinquantesimo cap e il suo esordio da capitana con una meta che scava ulteriormente il solco tra le due squadre. Tra il 50’ e il 55’ parte la girandola di sostituzioni, e prima Natascia Aggio, poi Laura Foscato fanno il loro esordio in azzurro. La dinamica della squadra non ne risente, fatti salvi piccoli inevitabili aggiustamenti, e al 60’ è Sgorbini a concludere sotto i pali per portare l’Italia oltre 40 punti. Al 65’ infine il grande rientro: dopo un anno torna in nazionale Bea Rigoni, e il pubblico apprezza assai.  Apprezzata anche la prima meta azzurra di Margherita Tonellotto, in un finale in cui nessuna delle due squadre intende mollare. Alla fine il Giappone trova la sua terza (meritata) marcatura, prima che Muzzo chiuda il festival di mete che lei stessa aveva iniziato 75 minuti prima. Ora testa al Sudafrica, che arriverà assatanato a Fontanafredda dopo la ripassata subita a Cardiff dalle rinate gallesi.

Fontanafredda, Stadio Omero Tognon, 19 settembre 2026
WXV Global Series
Italia v Giappone 55-21 (31-14)
Marcatrici:
p.t. 3’ m. Muzzo (5-0); 7’ m Frangipani tr. D’Incà (12-0); 11m. Asari tr. Nishi (12-7); 15’ m. Kagetr Nishi (12-14); 24’ m. D’Incà tr. Granzotto (19-14); 28’ m. Vecchini (24-14); 32’ m. Duca tr. Granzotto (31-14) s.t.  7’m. Ostuni Minuzzi (36-14); 20’m. Sgorbini tr. Granzotto (43-14); 30’ m. Tonellotto tr. Rigoni (50-14); 36’ m. Kawamura tr. Nishi (50-21); 39 m. Muzzo (55-21)

Italia: Ostuni Minuzzi (Cap); Muzzo, D’Incà (11’st Aggio), Mannini, Granzotto; Stevanin (25’st Rigoni), Stefan (11’st Bitonci); Sgorbini (29’st Veronese), Ranuccini, Tonellotto; Duca (21’st Cavina), Frangipani; Zanette (22’pt, Pilani), Vecchini (11’ st Cheli), Turani (16’st Foscato)
All.Plinio Sciamanna

Giappone: Nishi; Nishimura, Hirotsu (7’st Kataoka), Furuta (16’st Hayashi), Imakugi; Harada (37’st Furuta), Tsukui (Cap); Nduka, Korai (16’st Havili Kagawa), Asari; Sato (21’st Yoshimura), Kawamura; Kitano (4’st Fuji), Kage (4’st Nagaoka), Homaki (4’st  Yoshida)
All.
Toshizumi Kitagawa

Arb: Zoe Naude (SARU)
AA:
Berenice Loubet (FFR); Doriane Constanty (FFR)
TMO:
Quinton Immelman (SARU)
Cartellini: 
30’ st giallo a Nduka (Giappone); 34’st giallo ad Aggio (Italia)
Calciatrici:
D’Incà (1/2); Nishi (3/3); Granzotto (3/5); Rigoni (1/2)
Player of the Match:
Sara Mannini (Italia)
Note:
50esimo cap e primo da Capitana Per Vittoria Ostuni Minuzzi; Prima partita da CT per Plinio Sciamanna; esordio in Azzurro per Natascia Aggio (Azzurra 228) e Laura Foscato (Azzurra 229), 1200 spettatori circaItalia-Giappone 55-21

Nella foto (Federugby)l’abbraccio di Frangipani a D’Incà 

 

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