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La Nazionale torna a Genova per consumare la sua “prima volta” contro il Cile, avversario ancora inedito agli azzurri. Ma è antico e profondo il legame fra l’Italia e la città della Lanterna, al di là delle mutevoli vicende storiche del rugby ligure. Proprio da Genova prese il via infatti, nel 1929, il cammino della neonata Nazionale, in rappresentanza di un movimento ai suoi primi passi ma attraversato dall’entusiasmo dei pionieri. È il 12 maggio e un gruppo allargato di giocatori viene invitato in raduno per essere visionato dall’allenatore della Lazio John Thomas, al quale per l’occasione viene delegata la responsabilità di guidare l’Italia nell’esordio. Perchè Genova? Per motivi logistici, anzitutto: è il porto dal quale gli azzurri salperanno alla volta di Barcellona, dove inaugureranno lo stadio di Montjuïc contro la rappresentativa della Catalogna. Ma quella Genova che a fine Ottocento era stata la porta d’ingresso del calcio in Italia è anche una delle città che hanno risposto in modo più caldo al lancio della palla ovale in Italia a partire dal 1927. Si erano organizzati gli universitari del Guf, ma presto prenderanno vita anche altri tentativi rugbistici (con l’Andrea Doria, ad esempio). 

Lo Stadio della Nafta, oggi Carlini-Bollesan, in una vecchia cartolina

A conferma della vocazione cosmopolita della città, già nel 1909 dal Genoa Cricket & Football Club era stata considerata la possibilità di aprire al nuovo sport inglese, su proposta di Franco Rossi che se ne era appassionato durante un soggiorno di studio a Cardiff. Progetto poi abortito per la mancanza di un terreno erboso e soffice” ritenuto indispensabile per evitare delle disgrazie”. E ancora un genovese, Edoardo Garrone, ingegnere in trasferta a Ginevra, era stato protagonista della prima partita organizzata su suolo italiano, il 27 marzo 1910 a Torino. Garrone, che cinque anni prima era stato capitano della Nazionale svizzera di football al suo esordio, guida un Servette di calciatori che fa da sparring partner ai forti parigini dello Scuf.

Il romano Tommaso Altissimi nella prima maglia della Nazionale

Nella dolce primavera ligure ecco dunque la possibile Nazionale, che al campo della Nafta a San Martino (oggi il “Carlini Bollesan”) fa i guanti con una rappresentativa universitaria locale. Termina 17-0, con cinque mete delle quali una sola trasformata. Fra gli osservati da Thomas atleti del blocco milanese e romano, più qualche innesto da Brescia e Padova; con i genovesi i due fratelli Galletto, grandi animatori del rugby in città, fra i quali Aldo diverrà negli anni Cinquanta presidente della Fir. “Pubblico assai numeroso ed entusiasta“, scrive la Gazzetta dello Sport.

Il giorno seguente si diramano le convocazioni per Italia-Catalogna, che includono otto elementi dell’Ambrosiana, otto della Lazio (quattro sono i fratelli Vinci), Dora e Modonesi del Brescia, il padovano Gaspare Paolin detto Giovanni dei Leoni di San Marco. Quest’ultimo più che rugbista è un buon pugile, categoria medio massimi. Sul bresciano Uberto Modonesi la curiosità è che in Nazionale arriverà trentotto anni dopo anche il figlio Luciano, alias “Cochi”. I selezionatori includeranno poi nel gruppo anche Domenico Dondana del Michelin Torino, pur avanti con gli anni (è del 1891). Nato ad Aosta, è l’unico ad avere avuto credibili esperienze di palla ovale, durante l’emigrazione in Francia. In una squadra di universitari di buona famiglia, sarà così l’operaio ed elettricista Dondana il primo capitano azzurro. La mattina di giovedì 16 maggio la comitiva si dà appuntamento all’hotel Prince.

ll capitano Domenico Dondana a Barcellona

Ottavio Bottonelli ha solamente diciotto anni. Piero Vinci ne ha appena sedici: farà una luminosa carriera nella diplomazia, diventando ambasciatore italiano a Mosca e presidente del consiglio di sicurezza dell’Onu. Con gli atleti ci sono anche il presidente della Fir Giorgio Vaccaro, l’accompagnatore Stefano Bellandi, da considerare fra i padri del nostro rugby, l’inviato della Gazzetta dello Sport Mario Nicola. Sono attesi da un giorno e una notte di navigazione a bordo del piroscafo “Duilio”. Salpata da Genova, inizia la grande avventura della Nazionale azzurra.

Nella foto del titolo una formazione del Cus Genova (1931). 

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