Incredibile all’Ellis Park: gli Springboks dominano per 17 minuti, travolgono gli Wallabies e si portano in vantaggio 22-0, poi, quando la partita sembra aver preso ormai una direzione scontata, a partire dal 21’, concedono agli avversari 10 calci di punizione (contro i 3 degli avversari) e sei mete che regalano all’Australia la prima vittoria, in Sudafrica, 38-22, dal 2011 e la prima a Johannesburg nientemeno che dal 1963!
Non è bastata agli Springboks una robusta prestazione da parte di Pieter Steph du Toit per resistere alla rimonta degli Wallabies (foto SA Rugby)
Match che ha lasciato a bocca aperta appassionati e osservatori neutrali, poiché molti erano gli interrogativi sulla reale consistenza della formazione di Joe Schmidt dopo la controversa sconfitta, 1-2, nella serie contro i British & Irish Lions di Andy Farrell.
Stasera, dopo i tifosi australiani, i più contenti sono proprio i Lions, sul valore del cui successo Down Under erano state sollevate molte perplessità anche dalla stampa britannica.
Al cospetto di una formazione sudafricana rodata e piena di campioni del mondo, i Wallabies sono stati protagonisti di una rimonta epocale, con sei mete a zero negli ultimi cinquanta minuti di gioco.
Springboks inarrestabili nel primo quarto d’ora nel corso del quale il gioco aereo di Williams e Libbok ha messo in grande difficoltà gli australiani: le mete in sequenza di Arendse (2’), Esterhuizen (13’) e Kolisi (18’) sono arrivate come conseguenza di una perfetta occupazione del territorio, di incessanti arrembaggi la cui fisicità gli Wallabies non riuscivano ad arginare e improvvise accelerazioni all’esterno, un mix letale di cariche pesanti, off load e improvvise aperture al largo che pareva inarrestabile.
Nella seconda metà del primo tempo, però, cinque calci di punizione consecutivi nel giro di un quarto d’ora hanno rimesso in gioco l’Australia che grazie alla meta in velocità di Pietsch è andata al riposo con il punteggio sul 5-22 per gli avversari.
Subito dopo l’intervallo, il capitano Harry Wilson ha ulteriormente ridotto il distacco sorprendendo con una bella linea di corsa Marx e Nche. Poi a cavallo l’ora di gioco, tre mete in otto minuti, hanno messo la squadra di Erasmus alle corde: al 58’ un intercetto di Suaalii su Libbok ha mandato il giocatore australiano sotto i pali e, al 64’, la difesa sudafricana si è fatta letteralmente prendere in contropiede da un contrattacco di Wright con assist finale per la seconda meta di Wilson.
Con i padroni di casa in ginocchio, due minuti dopo, Jorgensen ha approfittato di un pallone giocato in modo avventato dagli Springboks in attacco per involarsi in un’altra corsa che ha trovato totalmente impreparati i difensori in maglia verde e oro.
L’ultimo sigillo lo ha messo Wriight a quattro minuti dalla fine, con la formazione di casa ormai incapace di reagire.
I 14 off load sudafricani hanno inizialmente illuso che la cura di Tony Brown, allenatore dell’attacco degli Springboks, avesse sortito l’esito perfetto: martellamento verticale e improvviso allargamento del gioco ad esaltare le doti di velocitò di Arendse, Van der Merwe, Fassi, Kriel, protagonista della seconda meta dei suoi, Esterhuizen. Con il procedere del match però il proverbiale rigore sudafricano si è trasformato in confusione e la disperata ricerca di spazi all’esterno ha esaltato i velenosi contrattacchi dei Wallabies, con le accelerazioni di Wight, Jorgensen, Pietsch, Suaalii innescati in mezzo al campo dall’esperienza di Nick Withe e James O’Connor, richiamato titolare in nazionale a tre anni esatti di distanza dalla sua ultima apparizione con la maglia numero 10.
Il “mago” Erasmus è chiamato ora a ripensare alcuni aspetti del gioco del Sudafrica che non subiva più di 5 mete dal 2016, 15-57 contro gli All Blacks a Durban.
Sudafrica-Australia 22-38 (primo tempo 22-5)
Springboks
Mete: Kurt-Lee Arendse, Andre Esterhuizen, Siya Kolisi. Tr: Manie Libbok (2). Cp: Libbok.
Australia
Mete: Dylan Pietsch, Harry Wilson (2), Joseph-Aukuso Suaalii, Max Jorgensen, Tom Wright. Tr: James O’Connor (4).
Nella foto del titolo (SA Rugby) la meta di Esterhuizen che ha illuso i sudafricani
