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Le 100 caps di Michela Sillari e le 50 di Vittoria Vecchini non arrivano in un’occasione gioiosa per le Azzurre. A Nashville l’Italia illude nel primo quarto, ma poi cede sotto i colpi delle avanti americane, impossibili da stoppare quando arrivano a pochi metri dalla nostra linea (sono loro tutte le otto mete statunitensi). L’Italia non gioca una cattiva partita quando ha il pallone in mano, bucando ripetutamente la linea avversaria e marcando comunque quattro mete; subisce però pesantemente la fisicità delle avversarie, perdendo larga parte delle collisioni (100 metri di avanzamento dopo il placcaggio per le americane contro 30 per le Azzurre).

Ne risulta anche, specie nel secondo tempo, una quota elevata di calci a seguire che paiono dettati dalla frustrazione per l’incapacità di superare la difesa avversaria piuttosto che da scelte tattiche precise). Inoltre, pur non commettendo un numero altissimo di falli (nove in tutto), l’Italia è molto più fallosa delle avversarie (solo quattro le punizioni fischiate contro le Eagles), e soprattutto commette falli in posizioni che permettono l’ingresso delle americane nei nostri 22, con esiti devastanti.
La cronaca: Inizio molto equilibrato, con nessuna delle squadre che riesce a portarsi nei 22 avversari.

La prima ad arrivarci è l’Italia: dopo sostenuta pressione e ripetute cariche delle avanti uno splendido calcio-passaggio di Stevanin trova Granzotto che marca sulla bandierina. Le Azzurre riescono a costruire gioco e a sfruttare bene il piede. Un bel calcio a seguire ancora di Stevanin procura una touche nei 22 avversari, le Eagles tengono il proprio lancio ma sugli sviluppi Sgorbini stoppa il calcio di liberazione di Mason e schiaccia vicino ai pali. Facile la trasformazione di Sillari, al 15’ l’Italia è avanti 12-0. Nel primo quarto di gara gli USA soffrono la pressione italiana commettendo diversi errori di handling, ma gradualmente rimettono ordine alle loro manovre. Al 20’, dopo un drive da touche ben portato, le avanti caricano centralmente e il pilone Sagapolu sfonda vicino ai pali.

La giocatrice del Leicester si ripete al 27’ concludendo dopo un’azione al largo, le Eagles passano avanti con la trasformazione. Gli Stati Uniti adesso sono più efficaci, e attaccano per linee dirette sfruttando la loro maggiore potenza fisica. I piloni sono ancora protagonisti al 33’, quando la debuttante Carlton sfonda ancora una volta sotto i pali. Dopo un primo tempo sino ad allora sostanzialmente ben giocato l’Italia ripropone in chiusura la concatenazione di errori che non sembra mancare mai nel corso di un incontro: lancio in touche fuori misura su cui gli USA fanno comunque in avanti, fallo in mischia su nostra introduzione e dopo un paio di fasi il numero 8 Tafuna è in meta. Una prima frazione che aveva promesso molto si chiude così con uno scarto identico a quello della settimana passata.

Una delle mete delle avanti americane (Foto Greg Sabin/Eagles.rugby)

La differenza rispetto alla partita in Texas sta nel fatto che la ripresa non vede una reazione italiana di rilievo. L’Italia continua a subire al breakdown, permettendo alle americane di portarsi vicine alla nostra linea. La potenza delle avanti è difficile da difendere e Tafuna marca per la seconda volta. L’Italia però si riprende, e ricomincia a premere. Sceglie una mischia dopo una punizione a favore nei 22, e sugli sviluppi Stefan imbecca Ostuni per la meta al largo. Ogni speranza di ricupero scompare con l’inizio dell’ultimo quarto: una carica della neo-entrata Hope Rogers riporta gli USA nei 22 italiani e la capitana Perris-Redding marca la sesta meta statunitense. Le avanti americane continuano a martellare con pick and go che le italiane non riescono a contenere, e Tafuna marca per la terza volta.

Per reagire l’Italia deve affidarsi al gioco rotto: un gran buco di Granzotto sulla sinistra vede Bitonci stoppata sulla linea, sul ribaltamento di fronte Duca arriva a un metro e Rigoni conclude brillantemente sulla bandierina. Impeccabile la trasformazione di Sillari. Immediata però la risposta delle americane, con la veterana Kate Zachary che finalizza l’ultima penetrazione quando manca poco allo scadere.

Geodis Park, Nashville, Tennessee
USA v Italia 54-24 (28-12)

Marcatrici: 8’ Granzotto meta (0-5), 14’ Sgorbini meta tr. Sillari (0-12), 20’ Sagapolu meta tr. Vogel (7-12); 28’ Sagapolu meta tr. Vogel (14-12), 33’ Carlton meta tr. Vogel (21-12); 39’ Tafuna meta tr. Vogel (28-12); 45’ meta Tafuna (33-12), 55’ Ostuni Minuzzi meta (33-17); 62’ Perris-Redding meta tr. Vogel (40-17); 65’ Tafuna meta tr. Vogel (47-17); 68’ Rigoni meta tr. Sillari (47-24); 77’ Zachary meta tr. Vogel (54-24).

USA: 15 Ashley Cowdrey; 14 Bulou Mataitoga, 13 Emily Henrich, 12 Bella Vogel, 11 Alev Kelter; 10 Nina Mason (62’ 23 Katana Howard), 9 Taina Tukuafu (41’ 22 Abigail Paton); 8 Freda Tafuna, 7 Georgie Perris-Redding (69’ 21 Kate Zackary), 6 Hann Humphreys (61’ 20 Kapoina Bailey); 5 Rachel Ehrecke, 4 Hallie Taufoou (69’ 19 Erica Jarrell-Searcy); 3 Keia Mae Sagapolu-Senele (69’ Reece Woods), 2 Kathryn Treder (63’ Paige Stathopolou), 1 Lauryn Carlton (52’ 17 Hope Rogers).

Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi (56’ 23 Alyssa D’incà); 14 Aura Muzzo, 13 Michela Sillari, 12 Sara Mannini (66’ 22 Beatrice Rigoni), 11 Francesca Granzotto; 10 Emma Stevanin, 9 Sofia Stefan (66’ 21 Alia Bitonci); 8 Elisa Giordano (56’ 20 Mascia Jelic), 7 Alissa Ranuccini, 6 Francesca Sgorbini; 5 Giordana Duca, 4 Giulia Cavina (56’ 19 Elettra Costantini); 3 Alessia Pilani (64’ 17 Giorgia Cuoghi), 2 Vittoria Vecchini (56’ 16 Silvia Fent), 1 Vittoria ZAnette (73’ 18 Gaia Dosi).

Arbitro: Zoe Naude (SARU). Assistenti: Emma Gallagher (RC) e Kristine Lovatt (RC). TMO: Cam Russell (RC). FPRO: Derek Summers (USAR).

Nella foto di apertura la corsa di Alyssa D’Incà nel precedente incontro fra Usa e Italia (Foto Federugby)

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