Gli incontri di preparazione a un mondiale hanno sempre una doppia faccia. Una è riconosciuta da tutti gli operatori, l’altra meno. L’accento “ufficiale” è sulla prestazione, la messa a punto dei meccanismi, il minutaggio da dare alle giocatrici, e via discorrendo. L’aspetto meno visibile ma sempre presente è quello del messaggio che questi incontri mandano al resto del movimento oltre che ai loro protagonisti. Quali messaggi hanno mandato allora gli incontri disputati tra la fine di luglio e l’inizio di agosto? E quali aggiustamenti suggeriscono alle considerazioni che avevamo avanzato nell’ultimo numero cartaceo della rivista (Allrugby 204)?
Un attacco di Sara Tounesi contro la Scozia nel match di Viadana. (foto Federugby)
L’Italia esce dagli appuntamenti con Scozia e Giappone con un doppio successo che permette di guardare al torneo con un ragionevole ottimismo. L’obiettivo di iniziare le partite imponendo sin dall’inizio il proprio gioco, contrariamente a quanto accaduto nel Sei Nazioni, è stato largamente raggiunto. In entrambi gli incontri l’Italia ha chiuso la prima frazione con un buon vantaggio (20-5 e 19-5), che ha permesso di contenere il ritorno delle avversarie nel secondo tempo, portando a casa il risultato senza eccessivi patemi. La partita contro il Giappone era particolarmente delicata dal punto di vista psicologico: le nipponiche arrivavano in Italia dopo due combattuti incontri, vinti in entrambi i casi con una dozzina di punti di scarto (32-19 e 30-19) contro una Spagna che poi era stata disintegrata dall’Inghilterra (7-97). Pur ricordando che nel rugby la proprietà transitiva non sempre funziona, che ogni incontro fa storia a sé, e che le amichevoli pre-RWC servono molteplici obiettivi, una vittoria risicata sulle Sakura avrebbe suggerito una condizione di forma non adeguata al nostro rango attuale. Così non è stato, anche se una touche meno imprecisa (almeno nel primo tempo) e un migliore sostegno alle nostre portatrici di palla al breakdown avrebbero potuto facilmente garantire uno scarto di molto superiore.
Ayanda Malinga segna la prima delle sette mete delle Springboks Women nel match disputato all’Athlone Stadium di Cape Town lo scorso 2 agosto (foto South Africa Rugby).
Arrivare al mondiale con un morale alto potrebbe essere utile anche tenendo conto delle ultime prestazioni delle nostre avversarie. Queste hanno dato indicazioni di segno opposto. Il Sudafrica volerà in Inghilterra pieno di ottimismo, incoraggiato da buone prestazioni contro il Canada ma, soprattutto, da una vittoria convincente contro le Black Ferns XV (battute 41-24 dopo aver perso il primo incontro 26-34). Prima di condividere il panico che sembra aver preso molti commentatori nostrani vale la pena però ricordare che si trattava di un development team (nessuna delle giocatrici prenderà parte alla RWC), ricco certamente di talento individuale ma assai poco coeso e organizzato (limiti riflessi anche nei molti errori nella gestione del pallone). Detto questo, si trattava pur sempre una selezione neozelandese, e non c’è dubbio che la partita del 31 Agosto con le Springboks Women andrà affrontata con grande concentrazione. Ma questo le nostre lo sapevano già. Quel che si può dire è che l’opinione (anche del sottoscritto) che il sorteggio mondiale ci fosse stato particolarmente favorevole va rivista. Al momento, il Sudafrica pare un cliente altrettanto se non più ostico di USA, Galles o Giappone che erano le opzioni alternative.
Zoe Aldcroft semina la difesa avversaria nel match tra Inghilterra e Francia finito con la vittoria delle inglesi 40-6 (foto RFU)
Di segno opposto la condizione della Francia, che rispetto alle altre squadre ha seguito un approccio molto diverso: un solo incontro di preparazione, e con l’avversaria più ostica che si potesse pensare. E’ indubbio che un successo contro l’Inghilterra avrebbe tolto alle francesi il peso derivante dall’essere arrivate a tredici sconfitte consecutive contro l’avversaria d’oltre Manica. Non è andata esattamente così: le transalpine sono state letteralmente annichilite dal pacchetto inglese (quattro mete su sei da drive da rimessa laterale, risultato finale 40-6) e si sono dovute limitare a due calci piazzati per smuovere il punteggio. Difficile pensare che una scoppola del genere non lasci conseguenze. È pur vero che nel 2022 la sconfitta di Biella in amichevole non impedì alla Francia di rifilarci un robusto 39-3 nei quarti della RWC, per poi conquistare il terzo posto dopo aver sfiorato la finale. Ma sembra difficile non pensare che l’approccio delle transalpine alla partita di Exeter con le azzurre del prossimo 23 agosto sarà più teso di quanto si sarebbe pensato prima di sabato.
Venerdì 25 Luglio
Italia – Scozia 34-29 (20-5)
Sabato 26 Luglio
Sudafrica – Black Ferns XV 26-34 (12-20)
Sabato 2 Agosto
Sudafrica – Black Ferns XV 41-24 (24-12)
Sabato 9 agosto
Italia – Giappone 33-15 (19-5)
Francia – Inghilterra 6-40 (3-19)
