skip to Main Content

E’ una Sei Nazioni da record l’ultimo di Jacques Brunel sulla panchina dell’Italia.
Quella di Cardiff (14-67) è la seconda più pesante sconfitta di tutti i tempi di una formazione nel torneo. Il precedente record apparteneva pure all’Italia (23-80, nel 2001 a Twickenahm contro l’Inghilterra).
Inoltre gli Azzurri hanno chiuso il torneo 2016 con la peggior differenza punti della loro storia (-145, precedente -124 del 2005) e il maggior numero di mete subite (29, contro le 25 di 2000 e 2003).
La squadra non regge l’impatto fisico con gli avversari: 12 gli infortunati nel corso di questo torneo, più Bellini e Pratichetti nell’ultimo match.
Delle nove mete messe , a segno dal Galles al Principality Stadium, ex Millennium, quella di Jamie Roberts, all’inizio della ripresa è stata la fotografia della nostra impotenza totale, 20/25 fasi di lento martellamento ai fianchi al termine del quale è arrivato il colpo del KO da parte del centro degli Harlequins e dei British and Irish Lions.
“Cambierà tutto”, promette il presidente federale Alfredo Gavazzi che assicura di aver avviato un progetto di riorganizzazione globale del movimento. I nomi non sono ancora ufficiali, ma è noto che alla testa del nuovo corso ci saranno Conor O’Shea e Stephen Aboud, Mike Catt (già operativo dall’inizio di aprile) e forse (dal 2017) Brad Davies, allenatore della difesa degli Wasps.
“Non ci serve solo un uomo di campo, ma un gruppo capace di interpretare un’idea a cui lavoriamo da tempo” , ha spiegato il presidente.
Brunel di suoi dice che nessuna squadra sarebbe stata capace di sopravvivere a 19 infortuni (quelli che hanno colpito l’Italia durante e dopo il Mondiale, ndr).
Gatland, coach del Galles ha dichiarato di aver apprezzato lo spirito con il quale l’Italia ha affrontato l’ultima partita del torneo, “con voglia di giocare e approccio positivi al match – ha detto -. Non c’era più niente da guadagnare, né da perdere, l’obiettivo era produrre un buon match”. Ecco, su questo non siamo tanto d’accordo: l’Italia ha ancora molto da perdere, visto che si parla di un Sei Nazioni con promozioni e retrocessioni.
Parisse respinge l’idea : “quante squadre di prima fascia ha battuto la Georgia, una squadra che rispetto e di cui tutti parlano? Io non vedo in giro nazioni che hanno fatto i risultati che abbiamo fatto noi”.

Nella foto, David Odiete rispedito al mittente (Elena Barbini)

Find this content useful? Share it with your friends!
Back To Top

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi