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Occhio per morso
Era meglio quando le cose venivano regolate alla svelta, un diretto e via, con diritto di replica. Gli arbitri, di solito, lasciavano fare. Adesso i giocatori si prendono per il colletto (anche se il colletto spesso non c’è più), saltano agli occhi come i gatti, tirano morsi come un cane che teme di esser derubato della pappa. A quando le unghiate?
L’ultimo caso risale a Bath v Saracens e comprende, in una botta sola, due di questi malvezzi: David Wilson mette le mani dalle parti degli occhi di George Kruis che replica snudando i denti. Rischiano parecchio, dalle 12 alle 18 settimane. Per Kruis, micidiale lock da Grande Slam (in touche contro il Bath, nella foto di Stu Forster/Getty Images), la concreta chance di perdere il tour dell’Inghilterra in Australia, con tre test. Un peccato: laggiù si può imparare a beccare, come è abitudine della famosa e aggressiva gazza che plana veloce e silenziosa. O a boxare come si deve,
come fanno i battling kangaroos, i canguri impegnati ad affermare la supremazia nel branco.  (cimbricus)

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