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Italia – Più difesa che equilibrio

Inutile illudersi, per l’Italia sarà un altro torneo all’insegna della sofferenza. Condizionato dagli infortuni e dalle assenze. Anche se queste significano, per altri, nuove opportunità e per la squadra, forse, l’apertura di un’epoca diversa. A metà gennaio erano ancora più…

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Dopo la Coppa del Mondo, un Grande Slam?

Dal 2004, dopo ogni Coppa del Mondo, al Sei Nazioni c’è stato un Grande Slam. Corso e ricorsi in vista dell’edizione 2016 del torneo. Dopo il trionfo dell’Inghilterra in Australia (2003), nel Sei Nazioni fu la Francia a festeggiare: cinque vittorie…

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Quant’è cambiato il rugby?

Quant’è cambiato il rugby nell’arco dei 100 numeri di questo magazine? A giudicare dalla selezione di copertine e articoli che qui di seguito ripercorrono i nove anni della nostra storia, non molto. Alcuni temi si ripetono periodicamente, apparentemente sempre uguali: le difficoltà della Nazionale, entusiasmi e delusioni di appassionati e addetti ai lavori per le sconfitte, i problemi della formazione e del reclutamento, sempre all’ordine del giorno, nonostante cresca il numero dei tesserati e aumentino un po’ dappertutto i ragazzini sui campi. Il primo numero di Allrugby uscì che Pierre Berbizier, era il 2007, prometteva di “dare un’identità al rugby italiano. Senza copiare gli altri. Costruire il nostro rugby e verificare attraverso i risultati i progressi compiuti”. Parlava di “spiritù”, non siamo andati lontani.

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Under 20 Buona la vendemmia, ma il vino come sarà?

La squadre juniores dipendono dalle annate. Quella di quest’anno si annuncia buona. Ma fare previsioni resta impossibile, dice Troncon, al terzo anno sulla panchina azzurra. Qualche buona premessa e le solite incertezze. La Nazionale Under 20, come sottolinea Alessandro Troncon, capo-allenatore…

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DROP 100

Era il mese di febbraio del 2007 quando Allrugby si presentò per la prima volta al pubblico con una domanda in apertura: c’è bisogno di un nuovo mensile di rugby?

La risposta, ovviamente, era: sì. “Questo nuovo magazine ha l’obiettivo di parlare a tutti, appassionati e non, la lingua universale del rugby e della sua cultura –scrivemmo nel primo “drop”-. Il presupposto è tanto semplice, quanto ambizioso: offrire ai lettori un prodotto editoriale di qualità applicando passione, competenza e professionalità ad uno sport poco familiare ai più, ma al quale tutti riconoscono valori nobili e grande prestigio ideale”.

Nove anni più tardi, alla viglia di un Sei Nazioni come sempre difficile e pieno di incognite per l’Italia, quegli obiettivi restano ancora attuali.

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