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italia galles sei nazioni 2026

Niente più tour estivi destinati alla sperimentazione: ora si fa sul serio, c’è il Nations Championship. Pare un po’ questo il messaggio lanciato da World Rugby e dalle federazioni nazionali all’atto pratico di avviare la nuova competizione internazionale, nel tentativo di ravvivare il fuoco dei test matches dandogli un maggior valore agonistico.

Se funzionerà e quanto durerà non è dato saperlo, ma certo è che i nodi sono destinati a venire presto al pettine: questa prima edizione del torneo pone già degli interrogativi importanti dal punto di vista della selezione a tutte le squadre impegnate. Siamo a circa 17 mesi dall’inizio della Rugby World Cup e i giocatori che parteciperanno alle partite del luglio 2026 avranno poi un breve periodo di offseason (un paio di settimane?) prima di ributtarsi nella preparazione della prossima stagione dei club, affrontare i test di novembre, il Sei Nazioni 2027, la preparazione alla RWC e andare dritti fino a novembre del 2027, al termine del mondiale.

Un periodo decisamente usurante e che tutte le squadre dovranno gestire con grande cura e pianificazione. A partire dall’Italia.

Nations Championship 2026: il calendario dell’Italia

Su Allrugby 210, l’ultimo numero della rivista uscito poche settimane fa, Francesco Volpe scriveva a ragione di una squadra azzurra mai così lunga in termini di profondità, arrivando a mettere in fila ben cinque ipotetici XV. La capacità di ruotare i giocatori, però, va bilanciata con l’esigenza di mantenere il livello alto e con le ristrettezze che comunque si fanno sentire in alcuni ruoli specifici.

Per questo Gonzalo Quesada e il suo staff si trovano davanti ad alcune scelte non semplici in vista delle prime tre partite del Nations Championship, contro Giappone, All Blacks e Australia il prossimo luglio: da una parte le pressanti esigenze di competitività, dall’altra le necessità di pianificare sul medio periodo per arrivare nelle migliori condizioni all’appuntamento che conta, tra poco più di 500 giorni.

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Minutaggi e campionati

Ci sono alcuni giocatori, tra i consueti protagonisti in maglia azzurra, che hanno raccolto minutaggi molto importanti in stagione e per i quali aggiungere altre tre partite alla fine della stagione potrebbe rappresentare un incremento del fattore di rischio. In più, a questo si sommano gli impegni dei giocatori militanti all’estero: per chi gioca in Prem non ci dovrebbero essere troppi problemi, il campionato inglese finisce il 20 giugno, pochi giorni dopo l’annuncio dei convocati; più complessa la situazione dei giocatori del Top 14, per i quali dipende molto da quanto la loro squadra riuscirà ad avanzare. La fine della regular season è fissata al 6 giugno, i barrages al weekend successivo, le semifinali il 20, la finale il 27.

Il giocatore che ha probabilmente il minutaggio più alto tra gli Azzurri è Nacho Brex, che ha superato i 1700 minuti in stagione e promette di aggiungerne altri nella rincorsa di Tolone ai playoff di Top 14. È vero che più gioca più sembra entrare in condizione, viste le sue ultime prestazioni, ma il numero 13 della Nazionale è anche il più anziano del gruppo, compirà 34 anni a fine mese.

Il suo compagno di reparto Tommaso Menoncello non è da meno, con 1643 minuti all’attivo, e però solo un paio di gare prima di potersi prendere una pausa dal campo e andare in raduno.

Andrea Zambonin ha il merito di essere diventato un punto fisso dei rinati Exeter Chiefs di quest’anno, ma il seconda linea ha raggiunto i 1622 minuti, tanti per un ruolo come il suo, e ha davanti a sé quattro cruciali gare di campionato per centrare i playoff di Prem ed eventualmente disputare le fasi finali. Ross Vintcent e Steve Varney, suoi compagni di club, sono stati decisamente meno utilizzati.

Attenzione anche a Giacomo Nicotera: in prima linea i minuti contano una volta e mezzo quelli nelle altre posizioni del campo e il tallonatore dell’Italia è a quota 1349, con 24 partire disputate e un ancora non certo, ma probabile, approccio ai barrages di Top 14.

Tommaso Allan non è stato molto utilizzato da Perpignan dopo il rientro dall’infortunio, ma dovrebbe rimanere con i catalani fino al 14 giugno, giorno in cui è fissato l’access match tra la penultima del Top 14 (già praticamente certa) e la finalista perdente della ProD2.

Acciacchi e infortuni

Un’altra riflessione concerne quei giocatori che non sono indisponibili per infortunio (ad esempio Zuliani), ma che vengono da piccoli o grandi problemi fisici e per i quali una tournée al massimo livello internazionale rappresenta uno sforzo che mal si accompagna a un sereno e graduale rientro.

Mirco Spagnolo, Seb Negri e Lorenzo Pani hanno finito la loro stagione agonistica con le franchigie, ma sono tutti reduci da infortuni muscolari che non impediranno loro di prendere parte alle partite dell’estate. Difficile pensare che in un ruolo come quello di pilone sinistro, fra i meno coperti, si possa fare a meno di Spagnolo, mentre qualche dubbio in più lo desta Negri: fuori a lungo per il problema alla caviglia, ha subito uno stiramento nella prima presenza da titolare dopo il rientro.

Forse per il 31enne un’estate per rinfrescare il fisico prima della stagione che porta al Mondiale sarebbe una scelta saggia. La sua assenza e quella di Zuliani aprirebbero la strada a qualche volto meno consueto in terza linea: il ritorno di Vintcent e la conferma di Locatelli in gruppo sembrano le scelte più ovvie.

Lo stesso potrebbe valere per Ange Capuozzo e Martin Page-Relo. Entrambi hanno saltato ampie porzioni di stagione per infortunio, con l’estremo che non dovrebbe essere lontano dal rientro e il mediano di mischia che è già tornato ad allenarsi dopo essere stato tormentato da una fastidiosa pubalgia. I problemi fisici patiti in stagione, sommati a far parte di due formazioni, Tolosa e Bordeaux, attese da un finale di stagione prolungato, suggeriscono che la loro presenza questa estate potrebbe essere in forte dubbio.

 

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Come affrontare il Nations Championship

L’Italia ha di fronte una missione difficile: volerà prima dal nostro Paese fino a Tokyo, più di 9mila chilometri più a est; la settimana successiva una distanza simile sarà percorsa dopo un test internazionale per raggiungere Wellington; quindi, dopo aver sfidato gli All Blacks, ancora un volo per percorrere altri 5mila chilometri e raggiungere Perth, sulla costa orientale australiana.

Un vero e proprio tour de force che assomiglia in qualche modo alla dura estate del 2024, quella che vide gli Azzurri affrontare Samoa, Tonga e Giappone non senza difficoltà.

Nations Championship 2026: formato, calendario e TV

Sebbene il Nations Championship alzi il livello di competizione rispetto agli usuali test match, la verità è che le ambizioni dell’Italia nel mese di luglio non rimangono così diverse da quelle che sarebbe state le consuete: il Giappone, dodicesimo nel ranking mondiale, va battuto; con All Blacks e Wallabies si punta a rimanere competitivi il più possibile.

Ecco perché è legittimo aspettarsi dallo staff azzurro una selezione senza troppe sorprese, solida e in continuità con le ultime scelte, che possa andare in trasferta nel Sol Levante e uscirne vincitrice, proseguendo sulla striscia positiva che ci vede imbattuti contro i Brave Blossoms nelle ultime tre gare, dal 2018 in poi. Al contempo, la lista dei convocati potrà permettersi di non tirare il collo a quei giocatori che hanno bisogno di tirare il fiato prima della nuova, lunga stagione, lasciandoli a casa o ruotando i nomi in lista gara per le successive due gare, consci del bene che ha fatto, e le prestazioni lo dimostrano, una pausa a tanti di coloro che hanno riposato la scorsa estate.

In copertina: Nacho Brex in azione in Italia-Galles – ph. Getty Images/FIR

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