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semifinali serie a elite

“Io mi aspetto quattro match di semifinale molto combattuti e azzardo a dire che entrambi i confronti rimarranno aperti fino alla fine delle due partite di ritorno”. L’analisi è di Andrea Gritti, sette scudetti con Benetton a cavallo degli anni Novanta e Duemila, oggi commentatore della Serie A Élite sui canali Rai.

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Il derby d’Italia

“Per Padova e Rovigo, per la loro storia, il derby vale la conquista dello scudetto, o quasi – dice l’ex seconda linea di Treviso e nazionale – Del resto, nelle ultime cinque stagioni la squadra campione d’Italia è sempre uscita dal confronto tra queste due formazioni: avversarie due volte in semifinale (o nel gironcino di playoff) e tre volte in finale”.

“Sono due squadre che si conoscono molto bene – aggiunge Gritti – e con un gioco abbastanza speculare. I due pack si equivalgono, ciascuno di essi dispone di due prime linee praticamente intercambiabili e di seconde e terze linee di esperienza e affidabili.”

“Dietro la mischia il Rovigo può schierare all’apertura Thomson o Sante: nessuno dei due è rinomato per attaccare la linea. Mentre a numero 9, Oliver è uno che può farti vincere la partita o combinare un po’ di casino. Della linea arretrata dei rossoblù, in questo momento, l’unico secondo me che garantisce verticalità è Ferrario.”

“Padova, peraltro chi schiererà numero 10, Dan Donato? E come stanno i due centri, Broggin e De Masi? Il primo recentemente ha avuto qualche problema. Se stanno bene forse il Petrarca ha qualche carta in più quando muove il pallone. Ma il gioco della squadra è quello di sempre: piede, territorio, fasi statiche, punti.”

“In panchina, Giazzon in queste ultime stagioni mi è sembrato molto maturo sul piano tattico, l’anno scorso ha gestito molto bene la finale con il Viadana. Jimenez, a Padova, non ha cambiato molto l’impianto di Marcato, al Petrarca peraltro cambiare non è facile per nessuno”.

Favorita? Gritti dice: “51% Rovigo, 49% Padova che tuttavia è sul punto di intraprendere una fase di transizione: pare che il club sia pronto a cambiare molto durante l’estate e per tanti quindi questo potrebbe essere il passo di addio. Ci sarà pertanto molta carica emotiva fra i petrarchini, un fattore da non sottovalutare in sfide così serrate”.

Viadana vs Valorugby

“Il Valorugby ha vinto la Coppa Italia e la regular season, a questo punto non può più nascondersi – osserva Gritti – anche se contro il Petrarca l’ho visto molto in difficoltà in mischia chiusa.”

“Ultimamente mi è sembrato un po’ troppo laterale nei suoi attacchi alla mano, ma in mezzo al campo ha in Leituala un ottimo giocatore e Pierre Bruno è un uomo di esperienza che, quando ha il pallone, può far saltare il banco. Lui e Brisighella, insieme nel triangolo allargato, possono veramente fare la differenza.
Ma bisogna vedere anche come il Valorugby reagirà al fatto di presentarsi ai playoff da favorito, adesso tocca a loro e Marcello Violi, che sta facendo bene ed è un ottimo prospetto come allenatore, è alle prime esperienze in una volata finale affrontata con il peso delle aspettative.”

“Il Viadana ha due giocatori molto interessanti: il numero 8 (Leonardo Segovia, argentino, classe 2001), grande fisicità e ottimo ball carrier, e il suo connazionale Sebastian Ferro, mediano di apertura, 23 anni. Per loro sarà decisiva la disciplina, perché è una squadra che rischia sempre di prendere un paio di gialli a partita.”

“Sulla carta, tuttavia, penso che a Viadana non dispiaccia affatto aver evitato il Rovigo, contro cui aveva vinto all’andata al Battaglini, ma poi un paio di settimane fa ha perso il match di ritorno allo Zaffanella. È una squadra che non si arrende mai, ha giocato due finali e affronta la formazione che sulla carta è favorita, può andare in campo con lo spirito di quella che dice agli avversari: dimostrateci il vostro valore, vediamo cosa sapete fare. Credo in sostanza che siano più a loro agio con Reggio che con i Bersaglieri”.

Pronostico

“Immagino quattro partite molto combattute – chiosa Gritti – difficilissime da decifrare. Nel derby d’Italia secondo me ci saranno meno punti rispetto all’altra sfida. Credo che in fondo la qualificazione alla finale si deciderà su qualche dettaglio nella volata conclusiva”.

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