Un nuovo ciclo quadriennale si apre e, come succede sempre dopo la Coppa del Mondo, numerosi cambiamenti nelle squadre che affrontano questo Sei Nazioni femminile 2026.
C’è chi ha anche una nuova guida tecnica, come ad esempio la Francia, prima avversaria delle Azzurre, con François Ratier che subentra al duo formato da Gabrielle Mignot e David Ortiz.
“In effetti – dice Fabio Roselli, ct dell’Italia – loro si sono molto rinnovate, ma non ci troviamo di fronte a un’incognita, non fosse altro perché al momento una ventina di ragazze italiane giocano in Francia e quindi teniamo sotto controllo quel campionato. Sarà interessante, piuttosto, vedere come tutte le nazionali impegnate nel torneo si evolveranno negli anni, nello stesso tempo restando fedeli ognuna al proprio stile di gioco, solido e chiaro”.
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E veniamo all’argomento delle scelte in campo azzurro, a partire dal duo Bitonci-Madia in mediana. “In queste due settimane di lavoro – spiega Roselli – abbiamo provato varie combinazioni 9-10 e alla fine abbiamo scelto quella che ci sembra più adatta per la prima parte della gara, con la seconda coppia (Stefan-Stevanin, ndr) pronta a entrare a partita in corso”.
Neo-titolare è Alessia Pilani nel ruolo di pilone destro. “Sara Seye ha avuto un infortunio serio che la terrà lontano a lungo, e Alessia sta facendo bene in allenamento. Fortunatamente in prima linea abbiamo diversi profili, anche se si tratta di ragazze giovani e con poca esperienza. A darci garanzie sono il modo di lavorare e i progressi che si vedono nel corso della preparazione”.
Un discorso che, secondo il ct, si può allargare a tutto il gruppo. “Non mi limito a dire che chi va in panchina è altrettanto importante delle titolari, ma sottolineo che sono ugualmente importanti quelle atlete che restano fuori dalle 23. C’è un aspetto fondamentale, che è quello della preparazione della partita, a cui tutte contribuiscono. E aggiungo che ogni volta che si aggiungono ragazze nuove queste si fanno trovare pronte. Questo vale per Cheli e Costantini, che mi auguro possano fare il loro esordio già contro la Francia, perché si sono messe in condizione di conquistare il primo cap, portando anche le loro personalità nel gruppo, in campo e fuori. Penso che nel corso del torneo si potrà vedere il debutto di altre giocatrici”.
In altre situazioni (come nel caso di Veronese, che in Francia non ha giocato con continuità e figura tra i rincalzi) c’è un recupero in atto. Mentre per le novità tattiche ci si può aspettare qualche novità soprattutto nell’area difensiva: “Con Francesco Iannucci ci siamo concentrati su alcuni dettagli. La difesa è sempre il primo focus, se non funziona diventa molto complicato riuscire a fare il gioco che si ha in mente”.
Sui calci piazzati, affidati da anni al duo Sillari-Rigoni, c’è da provare altre soluzioni. “Si sono allenate bene Granzotto, D’Incà e Buso: l’idea è quella di spalmare un po’ questa responsabilità. Per i calci di spostamento, invece, abbiamo Mannini e Ostuni Minuzzi, oltre a Madia e Stevanin. E nel gioco al piede si cerca di coinvolgere anche altre trequarti”.
Alla fine arriva una richiesta in puro stile rugbistico: “Vorrei – dice Roselli – che tutti si rendessero conto delle difficoltà quotidiane che le ragazze devono affrontare. Io sono orgoglioso di loro, di una squadra che sulla carta parte da più lontano rispetto alle altre e poi sa farsi valere. Per questo chiediamo il massimo del sostegno”.
In copertina: Fabio Roselli al lavoro in raduno a Roma – ph. Allrugby
