L’unica grande d’Europa da cui abbiamo sempre perso, non solo in ambito Sei Nazioni. E l’unica che nella classifica finale del Torneo non è mai finita alle nostre spalle. Ecco a voi l’Inghilterra, pronta a scendere sabato all’Olimpico con una squadra rivoluzionata al termine di due turni dai risultati scioccanti.
Scioccanti e imprevisti, almeno per il sottoscritto, autore di questo “incipit” in un articolo pubblicato dopo la prima giornata: “Mettiamoci tranquilli e aspettiamo la sera del 14 marzo. Ultima partita dell’ultimo turno del Sei Nazioni 2026: sarà molto probabilmente Francia-Inghilterra ad assegnare il trofeo”. Complimenti…
D’altronde, la Francia – ora favoritissima – aveva appena demolito l’Irlanda e l’Inghilterra aveva centrato la dodicesima vittoria consecutiva, in una serie avviata con il 26-25 inflitto proprio alla Francia esattamente un anno prima. E invece poi l’Inghilterra ha compromesso tutto con il 30-21 subìto in Scozia e con il terribile 21-42 di Twickenham contro l’Irlanda. Così, arrivati a due turni dalla fine, è appaiata all’Italia con 5 punti, e con il solo Galles dietro di sé.
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Evento rarissimo, per gli Azzurri, trovarsi alla pari con gli inglesi dopo tre giornate. È successo una sola volta, nel 2005, quando entrambe le squadre persero le prime tre partite. Zero punti ciascuna, in una classifica che assegnava ancora due punti per la vittoria e uno per il pareggio, senza bonus aggiuntivi. Se, invece, i bonus ci fossero stati, solo l’Italia sarebbe rimasta a zero, dopo le sconfitte casalinghe con Irlanda e Galles (rispettivamente per 17-28 e 8-38) e dopo il 18-10 subìto a Edimburgo dalla Scozia. L’Inghilterra, invece, aveva ceduto sempre di stretta misura: 11-9 in Galles, 17-18 in casa con la Francia, 19-13 in Irlanda.
Allora come ora, il confronto tra Italia e Inghilterra era stato programmato alla quarta giornata, ma in casa dei Bianchi: che vinsero 39-7, tanto per confermare che non c’era alcun appiattimento di valori. Alla fine del Sei Nazioni 2005, Inghilterra quarta e Italia ultima con tanto di cucchiaio di legno, che, almeno per noi latini, si assegna virtualmente a chi chiude la graduatoria finale avendo perso tutte le partite.
La stessa Inghilterra, come si diceva, è l’unica squadra ad avere sempre terminato il torneo con una classifica migliore di quella degli Azzurri, che sono finiti quattro volte davanti alla Scozia (2004, 2007, 2012 e 2015) e al Galles (2003, 2007, 2024 e 2025). Memorabile per noi, infine, il quarto posto del 2013, ottenuto lasciando indietro sia la Francia che l’Irlanda, entrambe battute all’Olimpico.
In teoria, l’occasione di sopravanzare gli inglesi si ripresenta. È vero che abbiamo sempre perso (e l’80-23 subìto a Twickenham è tuttora la sconfitta più pesante subita da una squadra nella storia ultrasecolare della competizione), ma qualche volta il risultato poteva essere diverso. In trasferta spicca il 18-11 del 2013, in casa il 19-23 del 2008, ma soprattutto – per l’andamento del punteggio – il 12-17 del 2010 e il 15-19 del 2012: prima partita del torneo giocata all’Olimpico (con tanto di neve) e Azzurri in vantaggio quando mancava meno di un quarto d’ora alla fine… Peraltro, lo scarto minore (24-27) è quello dell’ultimo confronto casalingo, due anni fa, già in era Quesada: Italia rimontata dopo avere chiuso il primo tempo 17-14, e in grado di conquistare il punto di bonus con la meta di Ioane nell’ultima azione dell’incontro.
I nostri avversari si presentano cambiando per 9/15 la formazione di partenza, e rivoluzionando quasi totalmente trequarti e mediana: dei sette che inizieranno il match a Roma, sei erano fuori dal gruppo dei 23 in occasione del match con l’Irlanda. Il minimo che si possa dire è che il ct inglese Steve Borthwick si gioca molto.
