Keith Wood, il leggendario tallonatore irlandese di Harlequins e Munster, uno che di British & Irish Lions se ne intende, avendo preso parte a due campagne (1997 e 2001), dice che, tradizionalmente, i giocatori che hanno preso parte a una spedizione arrivano alla stagione successiva distrutti.
Bene, facciamo due conti: il Galles è fuori gioco, perché in Australia era rappresentato da due soli giocatori e tuttavia, in questo momento, la consistenza della squadra è troppo bassa per ispirare qualunque analisi.
L’Irlanda fra i selezionati da Farrell per il tour ne aveva ben 18, e delle grandi sembra il gruppo con più problemi, sconfitto dalla Francia nella prima giornata e messo alla frusta dell’Italia a Dublino.
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L’Inghilterra ne aveva 15 e, dopo 12 vittorie consecutive, anche Steve Borhtwick ha trovato il suo capolinea, a Murrayfield nella più crudele delle sconfitte per il “pavone bianco” come lassù chiamano la nazionale inglese.
La Calcutta Cup, infine, ha rivitalizzato una Scozia che i test di novembre, e soprattutto la battuta d’arresto a Roma, avevano messo spalle al muro. In Australia, la scorsa estate, gli scozzesi erano 12, un record mai raggiunto prima.
Un’analisi che qualcosa spiega, anche se non tutto, dei risultati delle prime due giornate di questo Sei Nazioni.
La Francia, è noto, non fa parte dei Lions e Fabien Galthié è da due anni, cioé da quando è stato battuto al Mondiale dal Sudafrica, che cerca di copiare Erasmus, provando ad allargare la sua rosa, aggiungendo giocatori su giocatori per combinare velocità e doti fisiche.
Nel primo Torneo dopo il Mondiale, disputato in casa, perse malamente con l’Irlanda, pareggiò con l’Italia a Lille e rubacchiò la vittoria in Scozia solo perché all’ultimo minuto l’arbitro non ebbe il coraggio di concedere agli scozzesi una meta che ai più era sembrata regolarmente schiacciata a terra.
Piano piano però i francesi stanno crescendo in modo assai solido: la scorsa estate hanno mandato in Nuova Zelanda per tre test (tre test!) un gruppo pieno di volti nuovi, li hanno persi tutti e tre, ma hanno lanciato giocatori che hanno alzato ulteriormente il valore della squadra, e ora molti danno i Coqs favoriti per il Grand Slam e in prima fila per la Coppa del Mondo del 2027 in Australia.
Infine l’Italia. Anche Quesada, dopo la sciagurata trasferta “elettorale” del 2024, ha usato la tournée in Sudafrica per dare ai suoi responsabilità nuove.
Ha lasciato a riposo il capitano Lamaro, che ora pare non solo un atleta maturato, ma anche un leader più consapevole, più sereno. E con Lamaro e Federico Ruzza ha lasciato a riposo praticamente tutti i francesi: Ange Capuozzo, Tommy Allan, Page-Relo, Paolo Garbisi, Monty Ioane e anche Nacho Brex, in procinto di trasferirsi a Tolone. Ha dato nuove responsabilità a Zambonin, a Mirco Spagnolo, a Momo Hasa, a Tommaso Di Bartolomeo.
Certo, l’Italia si è presentata al Sei Nazioni con parecchi infortuni pesanti, ma pensate se una volta gli Azzurri si fossero affacciati al Torneo senza gli equivalenti di Negri, di Allan, di Vincent, dello stesso Capuozzo, di Lucchesi, di Riccioni, di Trulla e di quello che avrebbe potuto essere uno dei nomi nuovi del panorama internazionale, Edoardo Todaro. Sarebbe stato difficile oltre maniera.
Quindi Francia e Italia, avversarie di questo prossimo weekend, a livelli diversi sono state le squadre che più hanno impressionato nelle prime due giornate.
Due cose infine sulla sfida tra Scozia e Inghilterra, dalla quale gli scozzesi sono usciti risorti, almeno agli occhi dei tifosi. E gli inglesi di colpo ridimensionati proprio quando sognavano un nuovo Grand Slam a distanza di dieci anni da quello del 2016 di Eddie Jones, l’ultimo della formazione della Rosa.
Contro l’Inghilterra, la Scozia ha bucato 14 volte (quattordici!) la linea difensiva avversaria rispetto alle zero registrate contro l’Italia. La difesa inglese è così più debole di quella degli Azzurri o Townsend in una settimana ha trovato il talismano che gli era mancato all’Olimpico? Certo quando le condizioni gli permettono di giocare (e a Roma era quasi impossibile…) Russell è incontenibile e, accanto a lui, Huw Jones e Tuipulotu si trasformano.
Dei 159 placcaggi tentati gli scozzesi ne hanno mancati in tutto 15 (89% di successo, mentre contro l’Italia, che a Roma aveva avuto solo il 37% di possesso, gli errori erano stati 17, ma su soli 89 placcaggi, successo del 77%, una miseria). E Maro Itoje, capitano del Lions la scorsa estate (vedi quanto sopra) e ritornato di recente dal funerale della mamma in Nigeria, di colpo è sembrato stanchissimo e fuori forma.
Il primo ulteriore dato di fatto è che delle famose 12 vittorie consecutive, lontano da casa l’Inghilterra di Bortwhick ne aveva conquistate solo quattro: due in tournee la scorsa estate senza i Lions contro i Pumas (tanto di cappello!), una contro l’attuale modesto Galles e l’altra contro gli USA.
Vuol dire che gli inglesi sono bravi a fare la voce grossa a casa, molto meno fuori?
E poi c’è il fattore atmosferico: un piano basato sul gioco aereo può anche funzionare, ma un pallone vagante capita che possa rimbalzare in entrambe le direzioni, o addirittura costare un cartellino come ad Arundell. E quando sabato le cose hanno iniziato a complicarsi, quanti dei giocatori più esperti dell’Inghilterra sono stati davvero capaci di prendere la partita in mano, per rimettere la squadra in carreggiata, sotto la pressione di un pubblico come quello di Murrayfield?
Metteteci i due errori, costati 14 punti, di Ellis Genge su quel pallone che rotolava a terra e di George Ford quando la formazione in maglia bianca stava per finire di scontare l’inferiorità numerica dovuta al cartellino rosso di Arundell ed era ancora sotto di 11 lunghezze.
Il prossimo weekend tante risposte sono attese su tavolo: la consistenza di Irlanda e Inghilterra, una di fronte all’altra; della ritrovata Scozia alla prova del Principality Stadium di Cardiff; e dell’Italia tra il 18-18 di due anni fa a Lille e il 73-24 del 2025 a Roma.
Il Sei Nazioni continua.
In copertina: Finn Russell in Scozia-Inghilterra – ph. Scotland Rugby / Craig Williamson / SNS Group
