Il rugby cileno nacque alla fine dell’Ottocento grazie alla comunità britannica di Valparaíso. Le prime partite documentate risalgono al 1894 e, da lì, il gioco si diffuse verso Santiago con la formazione dei primi club e delle prime strutture organizzative.
In questa fase pionieristica emersero i fratelli Donald e Ian Campbell, figure decisive per lo sviluppo del rugby in Cile. Promossero partite tra scuole, contribuirono alla creazione dei primi club e furono protagonisti del passaggio dal rugby scolastico a quello cittadino. L’impatto dei Campbell fu così grande che nel 2012 vennero ammessi alla World Rugby Hall of Fame, un riconoscimento raro per giocatori di un Paese non tradizionalmente rugbistico.
Ian Campbell (a destra, foto World Rugby)
Il movimento continuò a crescere nel XX secolo, soprattutto grazie a figure come Francisco Planella, storico capitano della nazionale e punto di riferimento nella formazione tecnica e nella crescita del gioco in tutto il paese. La fondazione della Federazione Rugby del Cile nel 1953 diede stabilità e un’identità ufficiale alla disciplina. Col tempo la nazionale adottò il soprannome “Los Cóndores”, ispirato al condor andino, simbolo nazionale di forza e resistenza.
Gli ultimi cinque anni hanno segnato una svolta. La nascita di Selknam, la prima franchigia professionistica cilena, e l’ingresso nel Super Rugby Américas hanno elevato la preparazione tecnica e fisica dei migliori giocatori locali. A questo si è aggiunto, a partire dal 2018, il lavoro come head coach dell’allenatore uruguaiano Pablo Lemoine che ha dato ordine e struttura al progetto della nazionale, introducendo una visione pienamente professionale: più volume di competizioni, standard fisici di livello internazionale e un cambio di mentalità che lo stesso Planella ha riconosciuto pubblicamente come decisivo per il nuovo ciclo.
Pablo Lemoine (foto Rugby Chile)
Il risultato è stato storico. Dopo aver eliminato il Canada nel 2021, il Cile battè gli Stati Uniti nello spareggio Americas 2 con un punteggio complessivo di 52–51, grazie al memorabile 31–29 ottenuto a Glendale il 16 luglio 2022. In questo modo il Cile ottenne la qualificazione alla prima Coppa del Mondo della sua storia, disputando Francia 2023 nel Gruppo D insieme a Inghilterra, Argentina, Giappone e Samoa.
Il processo non si è fermato lì: nel 2025, ancora sotto la guida di Lemoine, il Cile ha ottenuto la sua seconda qualificazione consecutiva, assicurandosi un posto a Australia 2027 dopo aver superato Samoa in un doppio confronto all’interno del nuovo percorso Sudamerica–Pacifico. (Ha collaborato Pablo Mamone)
Nella foto Benjamin Videla calcia dalla base del raggruppamento durante il match con Samoa dello scorso 20 settembre a Salt Lake City (foto World Rugby)
