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Al cambio di stagione l’Italrugby si limita al minimo sindacale e saluta l’autunno delle visite del mondo sottosopra mettendo all’angolo nel gelo di Marassi i volenterosi entusiasti, e poco più, Condorès del Cile. Vince l’Italia (34-19), segna 5 mete e ne subisce 3 perché quando non c’è la tensione del risultato a vibrare nell’aria ancora non sa fare la voce grossa, si fa trascinare nella confusione organizzata, lascia che la partita vada a lei senza forzare i tempi per prendersela.

Con una mischia e una touche (solo vinte) in assoluto controllo, con gli avversari al limite delle proprie possibilità costretti a rifugiarsi nell’indisciplina (15 penalties concessi contro gli 8 azzurri), c’era la possibilità se non di dilagare nel punteggio, di essere più precisi in quei famosi lanci di gioco che tanti grattacapi hanno creato ad avversari di altro livello.

La meta di Ange Capuozzo che ha aperto le marcature con il Cile (foto Stefano Delfrate)
La meta di Ange Capuozzo che ha aperto le marcature (foto Stefano Delfrate)

Delle 5 mete l’unica costruita ad alta velocità è il guizzo di Capuozzo che al 12′ muove il risultato: punto di incontro di Di Bartolomeo, Garbisi chiama l’angolo giusto all’Angelo azzurro e lui lo percorre fino in fondo, prima di mettersi in modalità risparmio per tutto il resto della gara.

Le altre mete seguono il filo logico della partita, la doppietta di Di Bartolomeo arriva dal dominio nel drive da touche, quella di Ioane da 2 sventagliate al largo che recapitano all’australiano d’Italia una segnatura senza pathos sulla bandierina.

Saranno stati i tanti cambiamenti, ma sull’abbrivio di un autunno vissuto ad alta intensità qualcosa di meglio si poteva fare. Da Re in regia gioca bene palla in mano ed è troppo impreciso al piede, Capuozzo è incomprensibile quando osserva senza partecipare alla contesa Saab raccogliere al volo un calcio in cielo di Salas e involarsi fino alla bandierina. Le mete di Lues sul finire del primo tempo e del capitano Saavedra in chiusura di serata sono il premio più prezioso per un Cile che ci ha messo l’anima e alla fine torna a casa con l’entusiasmo di chi doveva essere vittima predestinata al sacrificio e vittima non è stata.

Niccolò Cannone, man of the match (foto di Stefano Delfrate)

Restano i debutti che sanno di futuro dei diciannovenni Todaro e Opoku Gyamfi, la certezza che Niccolò Cannone (giocatore del match) non tradisce mai, che in terza linea si vive di abbondanza e che in regia al momento non si può prescindere dalla coppia Paolo Garbisi-Varney. L’Italia saluta l’autunno alla sua maniera, quando l’avversario non fa paura sa sempre come complicarsi la vita. Aspettando il Sei Nazioni, sarà tutta un’altra storia.

Genova, Stadio Luigi Ferraris, 22 novembre 2025

Quilter Nations Series

Italia v Cile 34-19 (primo tempo 15-7)

Marcatori: 12’ meta Capuozzo tr. Da Re; 24’ cp. Da Re; 35’ meta Di Bartolomeo; 41’ meta Lues s.t 48’ meta Saab tr. Salas; 53’ meta Di Bartolomeo tr. Da Re; 62’ meta Ioane tr. Da Re; 72’ meta Ioane; 40’ meta C.Saavedra

Italia: Capuozzo; Belloni, Menoncello (63’ Brex), Marin, Ioane (73’ Todaro); Da Re (13’-22’ Brex), A.Garbisi (49’ Page-Relo); L. Cannone, Lamaro (55’-63 st Zuliani), Izekor (32’- 41’ e 63’ Zuliani); Ruzza, N. Cannone (73’ Opoku-Gyamfi); Ferrari (64’ Zilocchi), Di Bartolomeo (21’-32’ e 53′ Dimcheff), Hasa (47’ Fischetti). all. Gonzalo Quesada

Cile: Garafulic; Armstrong, D.Saavedra, Videla (12’ Salas), Saab; Reyes, Berti (67’ Bianchi); Escobar, C.Saavedra (Cap), Tchimino (55’ Milesi); Eissmann (74’ Villanueva), Pedrero (74’ Saez); Gurruchaga (56’ Dittus), Bohme (52’ Martinez), Carrasco (36’ Lues) all.Pablo Lemoine

arb: Adam Leal (RFU)

assistenti: Adam Jones (WRU) Ben Connor (WRU)

TMO: Ben Whitehouse (WRU)

Cartellini: 59’ giallo a C. Saavedra (Cile)

Nella foto del titolo la prima delle due mete di Monty Ioane (foto Delfrate)

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