Il punto dopo due turni: alla vigilia della terza e ultima giornata della fase a gironi, sette squadre sono già qualificate per i quarti di finale, l’ottavo posto se lo contenderanno Australia e Stati Uniti.
Domenica 31 Agosto
Irlanda-Spagna 43-27 (24-12)
L’irlandese Grace Moore placcata da Anne Fernandez de Corres nel match tra Irlanda e Spagna disputato al Franklin’s Gardens di Northampton (Photo by Morgan Harlow – World Rugby/World Rugby via Getty Images)
Sempre per smentire le geremiadi sulla scarsa competitività del torneo, Irlanda e Spagna danno vita a un incontro spettacolare e ricco di contenuti tecnici. Come una settimana fa a Northampton contro il Giappone, le verdi mettono subito la partita sui giusti binari, marcando due mete nei primi venti minuti, e scavando un solco ne punteggio che non sarà più colmato. La reazione della Spagna è pero più efficace di quella delle giapponesi, le iberiche segnano due mete nel prosieguo della prima frazione, e a inizio ripresa si riportano a distanza di break. Soltanto l’imprecisione dalla piazzola limita i frutti di una prestazione di sicuro rilievo. Da notare soprattutto la capacità della mischia spagnola di mettere sotto pressione quella irlandese sino all’ultimo minuto. Pressione sigillata dalla meta di Blanco da touche che chiude degnamente un incontro di grande livello, in cui le iberiche sono la prima squadra sconfitta ad assicurarsi un punto di bonus. Punto che permetterebbe loro di evitare l’ultima piazza nel girone nel caso di un pareggio nell’ultimo incontro con il Giappone.
Marcatrici Irlanda: mete O’Brien, Murphy Crowe, Higgins, McGann 2, Moore 2; trasformazioni O’Brien 4. Spagna: mete Perez, de las Huertas Roman, Pena, Alameda, Blanco; trasformazione Argudo 1.
Nuova Zelanda-Giappone 62-19 (38-5)
l’Haka di Sylvia Brunt (a sinistra) e Stacey Waaka prima di Nuova Zelanda-Giappone a Sandy Park, a Exeter (Photo by Alex Davidson – World Rugby/World Rugby via Getty Images)
A Exeter è il Giappone – mai una squadra restia a prendere rischi – a smuovere per primo il tabellino, con l’ala Hatada che conclude una bella manovra al largo. Ci vogliono dieci minuti prima che Portia Woodman aggiunga un’ulteriore segnatura al suo già notevole palmares, riportando la contesa in parità. Dopodiché il match si sviluppa come nelle attese, con la Nuova Zelanda che raggiunge il bonus offensivo al 31’ e marca altre due mete prima della pausa. Il Giappone si batte sino alla fine e limita i danni nella ripresa, chiudendo con due ulteriori segnature una prova più che dignitosa.
Marcatrici Nuova Zelanda: mete Woodman-Wickliffe, Miller 2, Vaha’akolo, Sorensen-McGee 3, Tukuafu, Pouri-Lane, Holmes; trasformazioni Sorensen-McGee 4, Holmes 2. Giappone: mete Hatada, Moe, meta tecnica; trasformazione Otsuka.
Francia-Brasile 84-5 (53-0)
Seraphine Okemba protagonista di una doppietta contro il Brasile (Photo by Alex Davidson – World Rugby/World Rugby via Getty Images)
Sempre a Exeter la Francia schiaccia come previsto il Brasile, marcando ben quattordici mete e chiudendo il primo tempo sul 53-0. Nella memoria resterà soprattutto la prima storica meta segnata dal Brasile in una coppa del mondo, marcata dalla trequarti Bianca Silva con una pregevole azione personale.
Marcatrici Francia: Boulard 2, Morland, Bourdon, Arbey 2, Deshayes, M Menager 2, Queyroi, Okemba 2, Konde, Tuy ; trasformazioni Quwyroi 7. Brasile: meta Silva.
Nella foto del titolo, Jorja Miller of New Zealand segna la seconda delle dieci mete messe a segno dalla Nuova Zelanda contro il Giappone (Photo by Alex Davidson – World Rugby/World Rugby via Getty Images)
La situazione nei vari gruppi dopo il secondo turno




