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I vertici dello United Rugby Championship starebbero valutando un’ulteriore espansione del torneo dopo quella che nel 2021 ha visto l’ingesso delle quattro formazioni sudafricane, Bulls, Lions, Sharks e Stormers.

Lo scrive il Daily Telegraph, secondo cui i dirigenti dell’URC avrebbero già avviato colloqui esplorativi sul progetto, con “grandi investimenti in ballo” per espandere la competizione oltreoceano.

La notizia si è diffusa in concomitanza con le voci secondo cui la Welsh Rugby Union, in gravi difficoltà finanziarie, sarebbe pronta a sopprimere comunque due delle sue attuali regioni.

Attualmente, la WRU è rappresentata nell’URC da Cardiff, Dragons, Ospreys e Scarlets, ma da qualche tempo si parla apertamente di una riduzione a due sole squadre. Il Cardiff, di proprietà della WRU e già messo in amministrazione controllata all’inizio dell’anno, sembrerebbe al sicuro, mentre per le altre tre franchigie lo scenario più probabile potrebbe essere quello della fusione dei Dragons (Newport) con Cardiff e quella di Ospreys e Scarlets in un’unica squadra rappresentante dell’ovest del Galles, Swansea e Llanelli. 

Dragons vs Scarlets lo scorso gennaio a Rodney Parade

La verità è che a un’espansione negli Stati Uniti si pensa soprattutto in vista della Coppa del Mondo 2031, che sarà ospitata appunto negli Usa, paese che molti considerano un’opportunità economica decisiva nel rilancio del rugby su scala globale, nel momento in cui molte realtà faticano a tenere il passo di un professionismo sempre più esasperato e per pochi: il budget del Tolosa (oltre 60 milioni di €) supera di gran lunga quello della maggior parte delle federazioni nazionali, compresa quella italiana.

Le discussioni sarebbero ancora in una fase preliminare, ma si pensa che le due nuove squadre statunitensi non arriverebbero dalla Major League Rugby – considerata meno competitiva – bensì sarebbero franchigie di nuova creazione.
Ovviamente di sono da risolvere diverse questioni logistiche, come la programmazione del calendario e i viaggi, in particolare per le squadre sudafricane, che dovrebbero affrontare spostamenti ancora più lunghi, soprattutto in caso di partite a eliminazione diretta.

In ogni caso non si parla di un cambiamento per la prossima ormai imminente stagione: tutte e quattro le regioni gallesi sono infatti già iscritte al nuovo campionato, e un’eventuale decisione della WRU dovrebbe essere seguita da sei settimane di consultazioni con gli stakeholder, concludendosi quando la stagione sarà già iniziata.

Intervistato nei mesi scorsi sull’argomento espansione, l’amministratore delegato dell’URC, Martin Anayi, aveva dichiarato:

“L’espansione fa parte del nostro DNA. Siamo stati la Celtic League, poi ci siamo evoluti e ogni volta abbiamo cercato di crescere. Credo che abbiamo davvero reso questo campionato migliore.
È importante guardare sempre oltre, ma il livello di difficoltà è molto alto: ogni partita in più comporta questioni legate al benessere dei giocatori.
Inoltre ci sono aspetti logistici, soprattutto in una competizione transcontinentale, e c’è l’elemento sportivo: vogliamo che resti sempre altamente competitivo.
Non direi mai ‘mai’, ma bisogna alzare l’asticella per farlo nel modo giusto.
Se in futuro ci sarà un’espansione, dovrà avvenire nella maniera corretta, evitando gli errori commessi da chi ci ha provato in passato senza successo.”

Nella foto del titolo, i New England Free Jacks festeggiano la vittoria sugli Houston Saber Cats che ha permesso loro di conquistare lo Shield del Major League Rugby  Championship per il terzo anno consecutivo. 

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