A 13 anni dall’unica volta in cui era diventato campione del mondo Under 20, il Sudafrica è tornato a conquistare la Rugby World Cup di categoria. Lo ha fatto battendo 23-15 (primo tempo 13-5) la Nuova Zelanda in un “Battaglini” tutto esaurito, al termine di un match che ha confermato quello che si era visto nel corso di tutto il torneo: gli Junior Springboks, quest’anno, erano la squadra più forte. Ma i Baby Blacks, cresciuti di settimana in settimana, hanno disputato comunque una partita di valore e, tutto sommato, hanno limitato i danni giocando probabilmente al massimo delle proprie possibilità.
La meta decisiva dell’estremo sudafricano a pochi minuti dalla fine (foto di Stefano Delfrate)
Sul piano fisico il confronto di Rovigo ha visto una prevalenza netta degli Junior Springboks. Apparentemente più “adulti”, più strutturati, i ragazzi del ct Kevin Foote hanno messo in mostra le loro qualità come portatori di palla e progressivamente hanno comandato in mischia chiusa. Mettiamoci una mediana di lusso, con l’apertura Moyo gran regista e ottimo al piede e il n. 9 Pead con lampi non da poco. Lungo tutto il torneo il primo ha segnato 63 punti e il secondo ha realizzato sei mete.
Nel primo tempo, pur andando progressivamente sotto nel punteggio a causa di due penalty e una trasformazione messi tra i pali da Moyo, la Nuova Zelanda ha avuto il merito di difendere bene e, almeno fino al momento in cui è arrivata l’espulsione del pilone Pole (spalla contro la testa di Theron, giallo poi trasformato in rosso con sostituzione dopo 20 minuti), è anche riuscita a limitare il numero di palloni concessi agli avversari. Poco oltre la mezz’ora, è stata ristabilita la parità – 14 contro 14, successivamente 15 contro 15 – per il giallo allo Springbok Bester. In effetti, il 13-5 su cui si è chiusa la prima frazione è dovuta agli otto punti al piede del talentuoso mediano di apertura sudafricano.
Un’azione dell’estremo dei Junior Springboks Gilermo Mentoe (Maurilio Boldrini / World Rugby).
Una per parte, le mete della prima frazione, entrambe da penaltouche. Subito la marcatura dei Bokke, su spinta finalizzata dal trattore Hlekani; al quarto d’ora la replica neozelandese, con un movimento ben congegnato in uscita da maul: finta e incrocio con passaggio di Woodley a Sa che va a marcare.
La ripresa è cominciata con un riavvicinamento della Nuova Zelanda, che è andata assai vicina alla meta e poi, sfruttando un vantaggio concesso dall’arbitro, ha almeno segnato un piazzato con Simpson. Moyo ha ristabilito il +8 intorno al quarto d’ora grazie a un penalty conquistato in mischia chiusa. Doppio brutto segnale per i Kiwi, che hanno sofferto sempre di più con il pacchetto e hanno rischiato in un paio di occasioni di andare definitivamente a fondo. Il colpo di grazia per i ragazzi di Aotearoa, anche presuntuosi quando hanno rinunciato a un calcio facile per scegliere una penaltouche infruttuosa, era però solo posticipato. Dopo un giallo a Treacy, che li ha lasciati in 14 per gli ultimi 10 minuti, i Neri si sono arresi in seguito a una mischia chiusa, con Pead che ha fatto una mezza giravolta e poi ha lanciato al piede Mentoe in area di meta. Tre minuti al termine e discorso chiuso, anche se l’orgoglio neozelandese fruttava una bella segnatura di Kunawave al termine di un’azione in profondità.
https://youtu.be/5qOK28CKMpQ?si=rAwFHMLqJHUf1Mgv
Nella giornata delle finali quella per il primo posto ha magari fatto registrare un numero un po’ troppo alto di imprecisioni, ma per ritmo, intensità e alcuni spunti, individuali e collettivi, è stata sicuramente all’altezza. Per intenderci, Italia-Galles – giocata nel pomeriggio e vinta dagli Azzurri – è rimasta molto al di sotto degli standard di Junior Springboks e Baby Blacks. I due XV capofila di un emisfero Sud che ha finito per dominare il torneo, grazie anche al terzo posto dell’Argentina (vincente sulla Francia) e al quinto dell’Australia, che ha sorpreso tutti superando l’Inghilterra campionessa uscente.
Sudafrica-Nuova Zelanda 23-15
Per il Sudafrica: 2 mete (Hlekani 3’, Mentoe 77’), 2 trasformazioni (Moyo), 3 calci piazzati (Moyo 22’, 35’, 56’). Per la Nuova Zelanda: 2 mete (Sa 15’, Kunawave 79’), 1 trasformazione (Cole 79’), 1 calcio piazzato (Simpson 45’)
La foto del titolo è di Stefano Delfrate
